Il crollo dell’euro


Nel giro di pochi mesi l’euro, nonostante la difesa BCE, ha perso oltre il 10%, in particolare dopo l’inconcludente vertice Europeo della scorsa settimana la discesa verso quota 1,3 sul dollaro è stata rapidissima.

Un euro più debole avvantaggia le imprese Europee sia quando esportano merci che sul mercato domestico, dove diventano più care le merci importate, quindi tutto bene ?

Purtroppo il deprezzamento della moneta riflette solo la generale sfiducia nella politica e nelle istituzioni Europee, il problema non è più un singolo paese dell’unione, ma la constatazione che non c’è la volontà di trovare soluzioni condivise che riportino fiducia e crescita.

I paesi “forti” chiedono sacrifici sempre maggiori ed insostenibili a quelli “deboli” senza concedere nulla in cambio, nel frattempo la crisi diventa più profonda e sempre meno gestibile.

Un anno fa poche decisioni politiche unitarie e pochi soldi prestati alla Grecia avrebbero risolto buona parte dei problemi ora la montagna da scalare è enorme e condizionerà la vita ed il benessere di almeno una generazione di cittadini Europei.

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