Buoni fruttiferi postali marzo 2013

Eccoci a500_poste_italiane_-_signl consueto aggiornamento mensile sul mondo del risparmio postale ed in particolare sull’evoluzione dei rendimenti attribuiti ai buoni fruttiferi postali.

I buoni postali sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti,  società al 100% dello stato Italiano che raccoglie risparmio per investirlo nel finanziamento d’ opere pubbliche,  si sottoscrivono presso tutti gli uffici postali o online per chi ha una conto Bancoposta e ne utilizza i servizi internet.

Ogni mese la CDP emette nuove serie di buoni postali con rendimenti validi solo per le emissioni del mese specifico; a marzo non ci sono novità per quanto riguarda le tipologie di buoni sottoscrivibili, che restano quelle classiche, ma ci sono interessanti novità per i rendimenti che si adeguano verso l’alto dopo alcuni mesi di continui ribassi.

Per tutte le scadenze (che vanno da 18 mesi a 20 anni) i rendimenti aumentano di 0,3 – 0,5% netto avvicinandosi ai rendimenti offerti dai conti deposito sommandosi al vantaggio della garanzia statale, alla rimborsabilità in qualsiasi momento (rinunciando ad una parte o alla totalità degl’interessi) ed al piccolo taglio di acquisto. Vediamo qualche esempio:

– bfp 18 mesi   1,31% netto ed interessi riconosciuti al momento del riborso

– bfp 24 mesi   1,5%  netto ed interessi riconosciuti al momento del riborso

– bfp 7 insieme durata 7 anni   3,1%  netto ed interessi riconosciuti al momento del riborso ma ogni anno restituisce parte del capitale (il meccanismo consente di una “cedola” annuale).

Cliccando qui rendimenti-bfp marzo13  scaricate il file pdf con il quadro completo dei buoni sottoscrivibili e relativi rendimenti.

Estate da Draghi

Mario Draghi, presidente Italiano della BCE, è il protagonista dell’estate finanziaria; con due discorsi, pieni di promesse di salvataggio, tenuti  tra agosto e settembre ha tenuto a galla i mercati ed evitato attacchi speculativi ad Italia e Spagna.

La “discesa in campo” della BCE, con la promessa di acquistare in modo illimitato titoli di stato fino a tre anni dei paesi in difficoltà, ha fatto festeggiare con vistosi rialzi i “mercati” e scendere lo spread ma rischia di avere pesanti ripercussioni politiche.

Se in Italia e Spagna i politici ed i loro giornali amici brindano, in Germania molti schiumano rabbia ed i giornali di tutti gli schieramenti incitano il popolo alla ribellione; noi possiamo solo sperare che Draghi abbia ben calibrato le sue mosse, diversamente la sua reputazione personale e quella della BCE saranno distrutte e l’euro non avrà futuro.

Anche se, prima che la BCE possa intervenire, lo stato interessato deve chiedere formalmente gli aiuti e vincolarsi al rispetto di alcuni parametri di finanza pubblica o impegnarsi a fare riforme, il fatto che il consiglio BCE abbia approvato la linea Draghi su una modifica tanto importante del modo di operare della banca centrale non all’unanimità e con l’opposizione della Germania è fatto mai avvenuto e le conseguenze sono un’incognita.

L’estate di Draghi ha dominato i mercati regalando ai politici dei paesi in difficoltà sonni tranquilli e tempo per fare riforme ma ha anche riportato il valore dell’euro pericolosamente in alto rispetto alle altre valute, ad inizio agosto il cross eur/$ si stava portando sotto 1,2 ora viaggia ad 1,28, per le nostre imprese la competizione sui mercati interni ed internazionali è ancora più dura !

La nuova estate rovente del sud Europa

Un altro anno è passato senza che ci sia avvicinati ad una soluzione dei problemi dell’Unione Europea e con l’incedere del periodo estivo puntualmente tornano ad esasperarsi le tensioni sui titoli di stato del sud Europa.

Il tempo sembra essere trascorso invano ma, ad uno sguardo meno distratto, si nota che la situazione è in realtà molto più chiara: le disgrazie dei PIIGS sono la fortuna di molti.

La lista dei vincenti è lunga e passa dal famoso “mercato”, che continua a speculare indisturbato senza che nessuna riforma lo abbia toccato, per arrivare agli USA che, con un debito fuori controllo (all 100% del PIl ed in crescita incontrollata), sono ritenuti “porto sicuro” e si finanziano a tassi bassi ed infine al blocco del nord Europa che riceve dal “mercato” finanziamenti per stati ed imprese a tasso zero e risparmia decine di miliardi d’interessi.

Se fossi un Tedesco non vorrei svegliarmi mai da questo sogno: in Italia e Spagna ci sono governi che proteggono gl’interessi Tedeschi,  le imprese concorrenti del sud Europa sono messe in ginocchio dalle misure fiscali, quindi le imprese tedesche vanno a gonfie vele, ed il mio stato può farmi pagare meno tasse; in queste condizioni se Angela Merkel mettesse la firma su un accordo che cambia le cose le taglierei le mani !

Con queste premesse per i cittadini di Italia e Spagna non c’è scampo, semplicemente non esiste la possibilità di accordo che li aiuti a superare la crisi fino a quando i paesi vincenti non sentiranno minacciata questa loro età dell’oro ed il loro benessere.

L’unica via d’uscita per i paesi del sud Europa è la minaccia, portata avanti da governi seri non certo il fantoccio Monti, di uscire dall’Euro e congelare il debito estero; sarebbe una mossa che creerebbe il panico perchè significherebbe una crisi gravissima per tutto il mondo.

Ad oggi gli unici che posso rovesciare il tavolo Europeo sono i cittadini Italiani che tra pochi mesi andranno a votare (gli Spagnoli l’hanno già fatto credendo alle promesse della destra filo Europea e stanno pagando conseguenze durissime). Saranno mesi di terrorismo psicologico da parte dei media e del governo Monti e si deve mettere in conto anche una modifica della legge elettorale che cercherà di avvantaggiare spudoratamente i partiti oggi in parlamento, ma gli Italiani diventeranno sempre più consapevoli che la scelta è tra un destino come quello che tocca oggi ai Greci fatto di indigenza,  decrescita per decenni e svendita del patrimonio privato e pubblico o un salto nel vuoto con molti anni duri ma la concreta possibilità di riprendere il controllo del proprio destino, voi cosa scegliereste ?

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