buoni fruttiferi postali: nuovi rendimenti luglio/agosto/settembre 2013

Sono state emesse le nuove serie di buoni fruttiferi postali sottoscrivibili da metà luglio per circa un mese, i tassi offerti si confermano bassi e gli unici buoni postali degni d’interesse sono quelli legati all’inflazione (con durata decennale ma riscattabili dopo 18 mesi) e quelli denominati BFP risparmi nuovi, acquistabili solo con nuova liquidità immessa alle poste.

A questo link trovate il comunicato ufficiale (rendimenti-buoni-fruttiferi-postali3 ) con tutte le tipologie di buoni sottoscrivibili  e relativi rendimenti.

 

update settembre: i rendimenti dei bfp restano validi ancora per qualche giorno, probabilmente saranno modificati dopo la metà di settembre

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Poste Italiane, Codici denuncia bluff dei buoni fruttiferi

Poste Italiane, Codici denuncia bluff dei buoni fruttiferi – Yahoo! Finanza Italia.

buoni fruttiferi postali: nuovi rendimenti giugno luglio 2013

Con il lancio delle nuove serie di buoni postali (BFP) di giugno 2013 scatta un’operazione di “lifting” sull’offerta per rendere i BFP più attraenti in un contesto di tassi d’interesse bassissimi. Spariscono i BFP con scadenza due anni e vengono introdotte due novità : BFP risparmi nuovi e BFP Europa.

  • BFP risparminuovi ha durata 3 anni e riconosce un “premio” del 5% a chi lo tiene sino a scadenza, per un rendimento annuo netto a scadenza del 2%. In  caso di riscossione anticipata viene riconosciuto lo 0,8% netto alla fine del primo e secondo anno.  Questa tipologia di buono postale, che presenta rendimenti più elevati rispetto agli altri, ha caratteristiche promozionali infatti può essere acquistato solo con nuova liquidità aggiunta sul libretto o sul conto corrente, quindi non correte inutilmente alle poste !
  • BFP Europa è collegato all’andamento dell’indice azionario Europeo EURO STOXX 50 ed offre un rendimento minimo lordo annuo dell’1% ed un massimo annuo del 4%. Il rendimento aggiuntivo annuo viene riconosciuto solo se l’indice azionario nell’anno è aumentato del 7/10%  (!!!!!)

Con queste nuove serie di BFP i rendimenti vengono nuovamente tagliati raggiungendo livelli straordinariamente bassi che li rendono scarsamente interessanti per chi ha un ottica di breve e medio periodo ( uno – due anni ) e ampiamenti sconfitti dai conti deposito (per vincoli ad un anno CheBanca e INGDIRECT offrono tassi intorno all’1,8-2% netto).

A questo link trovate il comunicato ufficiale ( rendimenti bfp ) con tutte le tipologie di buoni sottoscrivibili  e relativi rendimenti.

Buoni fruttiferi postali, rendimenti maggio-giugno 2013

La cassa depositi e prestiti, emittente dei buoni che vengono collocati tramite poste italiane, ha comunicato i nuovi tassi applicati ai buoni postali emessi a partire dal 18 maggio 2013 e validi sino ad emissione di nuove serie.

I rendimenti offerti continuano a scendere, per ottenere almeno l’1% netto annuo dobbiamo accettare un vincolo di due anni si sale al 2,3% con vincolo a 7 anni.

Viene presentata anche una novità dedicata al mondo imprese e professionisti BFP Impresa ed alle loro esigenze di cassa, scadenza 20 mesi e rendimenti crescenti nel tempo.

A questo link trovate il comunicato ufficiale ( rendimenti bfp ) con tutte le tipologie di buoni sottoscrivibili  e relativi rendimenti.

Buoni fruttiferi postali, rendimenti aprile/maggio 2013

La cassa depositi e prestiti, emittente dei buoni che vengono collocati tramite poste italiane, ha comunicato i nuovi tassi applicati ai buoni postali emessi a partire dal 10  aprile 2013 e validi sino ad emissione di nuove serie.

In generale si nota una forte diminuzione dei tassi rispetto al mese di marzo, la decurtazione è dello 0,5% su tutte le scadenze mentre diventa drastica per i buoni indicizzati all’inflazione che vedono quasi dimezzarsi il rendimento degli ultimi anni.

Ad esempio il buono scadenza 2 anni con pagamento interessi alla scadenza rende ora 1,25% lordo.

Viene presentata anche una novità che “fa il verso” al BTP Italia, il nuovo buono si chiama BFPRenditalia, dura 5 anni ed ha un rendimento variabile agganciato a quello dei BOT semestrali + uno spread dello 0,5% (quindi oggi il rendimento lordo sarebbe  nella forchetta 1,0-1,2% annuo)

A questo link trovate il comunicato ufficiale ( rendimenti bfp ) con tutte le tipologie di buoni sottoscrivibili  e relativi rendimenti.

Buoni fruttiferi postali marzo 2013

Eccoci a500_poste_italiane_-_signl consueto aggiornamento mensile sul mondo del risparmio postale ed in particolare sull’evoluzione dei rendimenti attribuiti ai buoni fruttiferi postali.

I buoni postali sono emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti,  società al 100% dello stato Italiano che raccoglie risparmio per investirlo nel finanziamento d’ opere pubbliche,  si sottoscrivono presso tutti gli uffici postali o online per chi ha una conto Bancoposta e ne utilizza i servizi internet.

Ogni mese la CDP emette nuove serie di buoni postali con rendimenti validi solo per le emissioni del mese specifico; a marzo non ci sono novità per quanto riguarda le tipologie di buoni sottoscrivibili, che restano quelle classiche, ma ci sono interessanti novità per i rendimenti che si adeguano verso l’alto dopo alcuni mesi di continui ribassi.

Per tutte le scadenze (che vanno da 18 mesi a 20 anni) i rendimenti aumentano di 0,3 – 0,5% netto avvicinandosi ai rendimenti offerti dai conti deposito sommandosi al vantaggio della garanzia statale, alla rimborsabilità in qualsiasi momento (rinunciando ad una parte o alla totalità degl’interessi) ed al piccolo taglio di acquisto. Vediamo qualche esempio:

– bfp 18 mesi   1,31% netto ed interessi riconosciuti al momento del riborso

– bfp 24 mesi   1,5%  netto ed interessi riconosciuti al momento del riborso

– bfp 7 insieme durata 7 anni   3,1%  netto ed interessi riconosciuti al momento del riborso ma ogni anno restituisce parte del capitale (il meccanismo consente di una “cedola” annuale).

Cliccando qui rendimenti-bfp marzo13  scaricate il file pdf con il quadro completo dei buoni sottoscrivibili e relativi rendimenti.

Poste italiane, con i buoni fruttiferi si può guadagnare sino al 7%

Offrono un rendimento sicuro, sino al 7% lordo all’anno, e costano poco o nulla. Sono probabilmente queste le due caratteristiche che permettono ai Buoni fruttiferi postali (Bfp) di essere tra i prodotti d’investimento preferiti dai risparmiatori italiani. I Bfp, per chi non li conoscesse ancora, sono strumenti del risparmio distribuiti in esclusiva dagli sportelli di Poste Italiane , che somigliano molto ai vecchi e cari titoli di stato, come i Bot, i Cct e i Btp.

Con i Buoni del Tesoro, infatti, i Bfp hanno molti punti in comune: hanno lo stesso profilo di rischio, essendo emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato; sono soggetti allo stesso prelievo fiscale sui rendimenti maurati, che è pari 12,5% ed è più basso di oltre 7 punti rispetto alla tassazione del 20% che grava invece sulle altre rendite finanziarie incassate in Italia con le azioni, le obbligazioni, i fondi comuni d’investimento o i depositi bancari.

NESSUN RISCHIO DI PREZZO.

Tra i Buoni del Tesoro e quelli postali, però, esiste una differenza, oggi tutt’altro che trascurabile.  I titoli di stato sono infatti quotati sul mercato e hanno dei prezzi che oscillano quotidianamente, esponendo l’investitore al rischio di subire delle perdite quando vuole rivenderli prima della scadenza (soprattutto oggi che le quotazioni dei Btp sono orientate verso il basso, a causa dei timori sulla sostenibilità del nostro debito pubblico e  per l’incertezza del dopo-elezioni). I Bfp, invece, non hanno alcun rischio di prezzo, poiché l’investitore ha diritto a farseli rimborsare in qualsiasi momento al loro valore nominale (più gli eventuali rendimenti già maturati). Il capitale è dunque sempre al sicuro, a meno che (facendo gli scongiuri) lo stato italiano non finisca addirittura in bancarotta.

ACQUISTO GRATUITO.

Non va dimenticato, infine, che  l’acquisto dei buoni fruttiferi è completamente gratuito: non vi sono commissioni di negoziazione né di gestione sul capitale investito. L’unica voce di spesa che grava si questi prodotti, oltre al prelievo del 12,5% sui rendimenti, è l’imposta di bollo introdotta dal governo Monti. Si tratta di un balzello pari allo 0,1% del capitale investito, con un importo minimo di 34,2 euro all’anno. Sono però esenti dalla tassa tutti i prortafogli investiti nei buoni postali  che non superano il valore di 5mila euro.

Attualmente, le categorie di buoni fruttiferi vendute presso gli sportelli di Poste Italiane sono in totale 9. Alcuni, come  i Bfp7insieme hanno un meccanismo di funzionamento non proprio facilissimo da capire, almeno per un risparmiatore poco avezzo a trattare coi numeri e con i calcoli dei rendimenti. Chi cerca prodotti un po’ più semplici deve probabilmente indirizzarsi su altre 4 categorie di buoni postali oggi esistenti. Per parcheggiare la liquidità nel breve periodo, ad esempio, ci sono i Bfp a 18 mesi che,  attualmente, rendono però poco: fino all’1% circa  su base annua (0,875% netto). Per attuare dei piani di risparmio nel lungo termine, invece, i prodotti più indicati sono probabilmente i buoni postali ordinari, quelli dedicati ai minorenni e in particolare quelli indicizzati all’inflazione, che offrono un rendimento crescente nel tempo (tra lo 0,5 e il 2% lordo su base annua), più una rivalutazione pari all’aumento dei prezzi al consumo (esclusi i tabacchi).

Infine, non vanno dimenticati i Bfp 3×4 fedeltà, che garantiscono un interesse fino al 7% lordo annuo (poco più del 6% netto) . Per ottenere dei rendimenti così alti, però, bisogna tenere nel portafoglio i buoni per un periodo molto lungo, compreso tra 10 a 12 anni. Chi decide di farseli rimborsare prima, cioè entro il nono anno, incassa invece ogni 12 mesi un rendimento tra il 2,5 e il 4% lordo (tra il 2 e il 3,5% netto).

Le polizze assicurative “caso vita” sono un’opportunità d’investimento ?

Le polizze vita si distinguono in due tipologie principali: quelle “caso morte” che garantiscono agli eredi una somma in denaro e sono collegate all’età dell’assicurato ed al suo stato di salute (se si interrompono i pagamenti la garanzia decate ed il denaro versato è perso), quelle “caso vita”, con durata predefinita,  che investono il denaro versato e lo restituiscono all’assicurato rivalutato dei rendimenti a fine contratto o agli eredi in caso di morte.

La differenza tra le due tipologie è sostanziale, la prima è una “vera” assicurazione che tiene conto del rischio statistico dell’evento morte dell’assicurato, la seconda è un prodotto con profilo finanziario che garantisce il capitale versato ed un rendimento, ma nulla più; chi le sottoscrive vuole garantirsi la disponibilità di una somma ad una data scadenza o una rendita previdenziale.

Analizziamo meglio i meccanismi delle polizze caso vita; il denaro, versato dal cliente  in unica soluzione o frazionato nel tempo, viene inserito in un conto separato dal patrimonio della compagnia ed investito in modo da offrire sempre un rendimento positivo.

Le caratteristiche notevoli del prodotto  sono:

  • la separazione dal patrimonio dell’assicurazione;
  • bassi versamenti mensili/annuali che il rendono adatti anche al risparmio graduale (generalmente da 100 eur mese o meno);
  • la garanzia di un rendimento minimo annuale;
  • l’investimento in titoli considerati sicuri (titoli di stato ed azioni di grandi aziende);
  • il “consolidamento dei risultati” anno per anno;
  • l’esenzione da imposta di successione in caso di morte dell’assicurato;
  • possono essere riscattate in qualsiasi momento dal cliente (normalmente c’è almeno un vincolo di un anno).

Ma come fanno le assicurazioni a garantire queste prestazioni e perchè le banche non possono farlo ? Le ragioni risiedono in una riserva di legge (nel senso che solo un’impresa assicurativa in ragione delle speciali regole ad essa applicate può vendere questi prodotti) e nella possibilità di valorizzare gl’investimenti al prezzo di acquisto.

In generale una banca, finanziaria, fondo comune o fondo pensione deve calcolare il patrimonio  in gestione al valore di mercato, che varia quotidianamente, le assicurazioni no. Esse registrano il costo d’acquisto dei titoli acquistati e non lo cambiano mai, sarà la vendita a generare la plu/minus valenza; questo privilegio è connesso allo scopo assicurativo che presuppone investimenti di lungo termine, non certo speculativi.

Sembra una sottigliezza ma è il meccanismo che consente di offrire rendimenti annuali positivi e  garanzie di rendimento.

In questi anni di crisi finanziaria i titoli di stato (investimento prediletto dalle assicurazioni) hanno subito fortissime oscillazioni di prezzo causando perdite anche a tranquillissimi fondi obbligazionari, ma non alle polizze vita che normalmente acquistano all’emissione e tengono i titoli sino alla scadenza, incassandone i rendimenti e nei rendiconti ai clienti non devono registrare le oscillazioni di prezzo ma solo i risultati delle vendite.

Grazie a questo meccanismo le assicurazioni posso aquistare titoli di stato a lunga scadenza che normalmente offrono cedole più alte senza preoccuparsi troppo delle variazioni di prezzo, dato che alla scadenza i titoli vengono rimborsati al valore nominale (naturalmente devono tenere sempre una parte dei fondi liquidi per far fronte alle richieste di riscatto/liquidazione da parte dei clienti)

Veniamo ora alla domanda riportata nel titolo del post, le polizze caso vita sono un investimento anche di medio periodo (3 – 5 anni) interessante ? La risposta potrebbe essere positiva.

Questo tipo di polizze ha un rendimento che dipende dalle cedole incassate e, mediamente, negli ultimi 5 anni hanno reso tra il 3 ed il 4% netto annuo e nel 2011/2012 hanno potuto fare incetta di titoli di stato con rendimenti più alti del normale per via della crisi dello spread (ricordate i BOT annuali al 6% o i BTP decennali al 7% ??), titoli che continueranno a fruttare per molti anni ancora.

Chiaramente sono prodotti adatti a chi può risparmiare mensilmente  o non ha previsioni a breve di utilizzo del denaro investito, inoltre  vanno attentamente valutati i costi (nel gergo assicurativo si chiamano caricamenti). Se acquistate presso le agenzie assicurative le polizze possono avere costi elevati, fortunatamente grandi compagnie si sono affacciate su internet e vendono online polizze a costi competitivi e con vincoli molto ridotti.

Rendimax: ancora star dei rendimenti fra i conti deposito

RENDIMAX è il conto deposito proposto da Banca IFIS (Banca specializzata nel credito commerciale quotata a Milano) presente sul mercato da alcuni anni.

Da sempre la politica commerciale è stata favorevole al cliente con tassi più elevati del mercato, chiari e disponibili per tutti in qualsiasi momento senza essere legati a promozioni per i nuovi clienti; il trattamento è sempre stato paritario sia che si fosse nuovi clienti che clienti esistenti.

In questo momento RENDIMAX ha indubbiamente una tra le migliori offerte sul mercato dei conti deposito dato che non ha adeguato al ribasso i tassi offerti come, invece, hanno protamente fatto tutti i grandi istituti bancari.

Vediamo meglio la situazione, comparando alcune scadenze temporali:

Deposito libero senza vincolo:

RENDIMAX  —————–>  2,0 %

CONTO ARANCIO ———>  1,2 %

CHE BANCA —————–> 1,0 %

UNICREDIT ——————>  no

Deposito con vincolo ad un anno:

RENDIMAX  —————–>  4,1 % interessi trimestrali

CONTO ARANCIO ———>  2,8 % promo nuovi clienti interssi annuali

CHE BANCA —————–>  3,0 %

UNICREDIT ——————>  1,6 %

Le differenze sono notevoli ma è probabile che, se il mercato continuerà la stabilizzazione, anche RENDIMAX dovrà calare sensibilmente i rendimenti offerti.

Buoni fruttiferi postali febbraio 2013

La cassa depositi e prestiti ha reso noti tipologie e tassi dei buoni fruttiferi postali sottoscrivibili nel mese di febbraio 2013, i rendimenti si sono completamente adeguati a quelli dei titoli di stato e per ottenere un rendimento almeno pari all’inflazione ufficiale, fissata a circa il 2,5%, si deve vincolare il denaro per almeno 5 anni o utilizzare i buoni postali legati all’inflazione che garantiscono i rendimenti pieni solo dopo 10 anni.

In pratica ogni bfp con scadenza inferiore ai 4/5 anni non tutela il vostro capitale nemmeno dall’inflazione; gli economisti dicono che questo è “il costo della sicurezza”  anche se abbiamo visto come la sicurezza dello stato Italiano  come debitore può andare a rotoli nel giro di qualche ora.

Cliccando qui –rendimenti-bfp – trovate il quadro completo dei buoni sottoscrivibili.

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