CHI È ipocrita sulla questione dei salvataggi in mare dei migranti? Le Ong e chi le sostiene finanziariamente (ma anche la marina italiana e Frontex) perché effettuano i salvataggi pur sapendo che c’è chi lucra sui migranti sia nei luoghi di partenza che nei luoghi di arrivo, o chi fa finta di non vedere e […]

via CHI È IPOCRITA SUI MIGRANTI (Chiara Saraceno) — Triskel182

Giugno 2015: arriva il primo salasso fiscale !

 Entro il 16 giugno gli italiani dovranno pagare la prima rata relativa all’Imu e alla Tasi, nonché l’acconto della cedolare secca e una parte dell’Irpef. 

Ė solo la prima delle scadenze fiscali che nell’anno deprederanno il  portfolio delle famiglie e, come di consueto, stato e comuni arrivano senza aver determinato le aliquote definitive e senza aver semplificato le procedure.

I cittadini si devono armare di pazienza e rivolgersi ai comuni per avere le informazioni necessarie, poi tutti in coda presso banche e posta per pagare …..

Utile ricordare a chi ha un servizio di internet banking la possibilità di saldare le tasse con il modello f24 online.

NASPI: come funziona il nuovo sussidio di disoccupazione.

L’indennità di disoccupazione dell’Inps cambia nome e da Aspi si trasforma in Naspi, acronimo di Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego. Che cosa succederà ai lavoratori che si troveranno involontariamente senza occupazione nel 2015? Cerchiamo di capire che cos’è questo nuovo strumento che dovrebbe diventare operativo a partire dal mese di maggio.

Naspi: i requisiti per ottenerlo

Ad avere diritto alla Naspi sono i dipendenti del settore privato assunti a tempo indeterminato e gli operai agricoli che abbiano perso l’occupazione involontariamente o che si siano dimessi per giusta causa o abbiano risolto il rapporto di lavoro in modo consensuale. Per avere accesso al Naspi occorrerà rispettare tre requisiti: 1) essere in stato di disoccupazione; 2) avere almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni che precedono lo stato di disoccupazione; 3) avere almeno 18 giornate di lavoro effettivo o equivalenti nei 12 mesi che hanno preceduto la disoccupazione.

Naspi: come si calcolano gli importi

Il calcolo dell’ammontare dell’indennità di disoccupazione viene stabilito in base alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni di lavoro, compresi elementi continuativi e non e mensilità aggiuntive. Questa somma viene divisa per le settimane di contribuzione e poi moltiplicata per il coefficiente 4,33. Qualora il risultato non superi i 1195 euro mensili per il 2015, l’indennità coinciderà con il 75% dello stipendio. Oltrepassata quella cifra, la parte restante del sussidio verrà calcolata al 25%. La Naspi verrà erogata con cadenza mensile per un periodo corrispondente alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, quindi per un massimo di due anni.

Naspi: come richiederlo

La domanda per accedere alla Naspi deve essere inoltrata telematicamente al sito dell’Inps entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro e il sussidio spetta al disoccupato dal giorno successivo alla domanda. La Naspi entrerà in vigore dal 1° maggio 2015.

Gli altri sussidi

Nel nuovo sistema di sussidi sono previsti altri due strumenti: 1) Asdi: l’Assegno di disoccupazione verrà introdotto a maggio in via sperimentale e, in alcuni casi (minori a carico o età vicina alla pensione), sarà cumulabile con la Naspi. Per ottenerlo occorrerà aderire a un progetto personalizzato per la ricerca del lavoro studiato dai servizi per l’occupazione; 2) Dis-coll: si tratta di una misura sperimentale pensata per i collaboratori coordinati e continuativi e a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita Iva. Avrà diritto al Dis-coll (pari al 75% del percepito fino a 1200 euro al mese) chi potrà far valere almeno tre mesi di contributi a partire dal 1° gennaio dell’anno precedent

Cos’è il PIL

“Con troppa insistenza e troppo a lungo, sembra che abbiamo rinunciato alla eccellenza personale e ai valori della comunità, in favore del mero accumulo di beni terreni. Il nostro Pil ha superato 800 miliardi di dollari l’anno, ma quel PIL – se giudichiamo gli USA in base ad esso – comprende anche l’inquinamento dell’aria, la pubblicità per le sigarette e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine settimana. Il Pil mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende il fucile di Whitman e il coltello di Speck, ed i programmi televisivi che esaltano la violenza al fine di vendere giocattoli ai nostri bambini.Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Comprende le auto blindate della polizia per fronteggiare le rivolte urbane”
“Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori famigliari o l’intelligenza del nostro dibattere. Il Pil non misura né la nostra arguzia, né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né la nostra conoscenza, né la nostra compassione, né la devozione al nostro Paese. Misura tutto, in poche parole, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.”
Robert Kennedy 18 marzo 1968

Il regalo (col trucco) agli zar delle Autostrade (Marco Palombi).

Triskel182

RincariDA IERI IN VIGORE IL (SOLITO) AUMENTO DEI PEDAGGI DATO AI CONCESSIONARI MENTRE TUTTI SONO IN VIAGGIO. E NEL 2014 AUMENTANO PURE LE BOLLETTE.

Puntuale, come certe epidemie di stagione, anche quest’anno è arrivato il consueto aumento festivo delle tariffe autostradali e non si può non notare la coincidenza – per così dire – che festivo significa anche nel momento in cui gli italiani viaggiano di più. Il ministero delle Infrastrutture e quello del Tesoro hanno concesso un incremento medio del prezzo pagato dagli automobilisti – scattato ieri mattina – del 3,9 per cento: niente male in un anno in cui l’inflazione è salita solo di un punto e mezzo. “È una tassa sulle vacanze ingiustificata e ingiustificabile”, sostiene il deputato del Pd Dario Ginefra, che preannuncia per oggi una interrogazione urgente “ai ministri Lupi e Saccomanni per conoscere quali siano stati gli investimenti operati dalle società di gestione autostradali…

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Un 2013 a passo di carica

Si chiude un anno d’oro per i mercati azionari che hanno ottenuto incrementi anche del 30% sfruttando il denaro facile offerto dalle banche centrali. Di fatto i mercati, sopratutto negli USA, hanno già scontato la crescita economica che si dovrebbe manifestare nei prossimi 5 anni; meno brillanti sono state le performance delle obbligazioni che avevano già raggiunto valori rendimenti insostenibilmente bassi nel 2012 e quest’anno hanno iniziato una lenta correzione.

A conti fatti oggi non c’è nessuna classe di titoli finanziari che abbia una valutazione ragionevole, l’abbondante liquidità in circolo ha drogato ogni strumento finanziario, è indicativo che l’Italia pur trovandosi in stato pre fallimentare riesce a piazzare i suoi BOT annuali ad un tasso inferiore all’1%.

Nonostante ciò i consigli degli esperti per il 2014 sono unanimi: puntate sulle azioni e abbandonate il reddito fisso ! Chi è saltato sul carro vincente da tempo può tranquillamente valutare se l’allocazione del portafoglio è ancora coerente con gli obiettivi ma per i tanti che sono restati a guardare ?

Settimo tremestre consecutivo in cui si registra un calo del Pil.

Secondo quanto comunica l’Istat il PIL Italiano nei primi mesi del 2013 ha subito l’ennesimo  brusco calo, una situazione simile non si è mai verificata dal primo trimestre 1990, ovvero dall’inizio delle serie storiche. Si tratta della settima contrazione trimestrale consecutiva registrata dalla nostra economia. Il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,3% nei confronti del primo trimestre del 2012. La diminuzione già acquisita per l’anno in corso è dell’1,5%, superiore rispetto all’1,3% che invece era previsto dall’esecutivo. Cresce poco anche l’Europa, dove gli unici Paesi che registrano un aumento, seppure lieve, sono Germania e Gran Bretagna. Pleonastico evidenziare che l’entità del calo Italiano è, ancora una volta, maggiore di quella prevista dal governo nella ormai mitica favoletta della “luce in fondo al tunnel”.

Nuovi tagli e immobili per trovare sei miliardi (Roberto Petrini).

Triskel182

Nuova “spending” e fondo immobili così il governo trova 6 miliardi.

Via anche al piano Giavazzi sugli incentivi alle imprese.

ROMA— Si aggrava la recessione in Italia, mentre il governo accelera per il varo della manovra in due tempi: un primo decreto, a giorni, per sospendere l’Imu, finanziare gli ammortizzatori sociali e forse per le prime misure a sostegno dell’occupazione giovanile; un secondo per scongiurare l’aumento dell’Iva nel mese di giugno.
Si cominciano intanto a delineare le coperture per finanziare il pacchetto di 5-6 miliardi necessario a varare i due provvedimenti. In primo piano c’è il rilancio della spending review sul modello allestito con il «libro verde» di Tommaso Padoa-Schioppa: si interverrà con il bisturi su beni e servizi, abbandonando la logica dei tagli lineari, con l’obiettivo di recuperare 2-3 miliardi per la seconda metà dell’anno.

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Lo scenario monetario Europeo

Perdurando la distonia tra l’andamento dei mercati finanziari, con borse al rialzo e tassi/spread in netto calo, e l’economia reale che peggiora continuamente,  sale la pressione politica sulla BCE perchè  “faccia qualcosa” per aiutare la crescita economica Europea accodandosi alle altre banche centrali del mondo. Ci si attende nei prossimi giorni un annuncio da parte di Mario Draghi del taglio dei tassi di rifinanziamento o operazioni straordinarie per aumentare ulteriormente la liquidità sui mercati.

L’esito non è scontato in quanto la BCE, più volte, ha ribadito che lo stimolo all’economia non è nel suo mandato istituzionale ed è intervenuta massicciamente solo quanto ha ritenuto essere in pericolo la stabilità finanziaria dell’area Euro; questa volta le cose potrebbero andare diversamente, vediamo perchè:

  • Nei paesi ad alto deficit/debito (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, etc) le politiche di rientro dal deficit eccessivo hanno in qualche modo migliorato il deficit ( non il debito) ma devastato l’economia reale creando i presupposti per un rivolta sociale che ha nel mirino l’euro e l’Europa e si traduce nello sgretolamento della fiducia verso la costruzione economica e polica dell’Europa unita.
  • La crisi inizia a colpire anche i paesi “virtuosi” del nord Europa ed in particolare la Francia, rendendo possibili alleanze ampie di contrasto alle intransigenti posizioni tedesche.
  • La commissione Europea, che  sente la pressione delle opinioni pubbliche ed osserva preoccupata i successi elettorali dei partiti anti euro, dietro la facciata intransigente ha già iniziato a concedere a molti paesi deroghe ai piani di rientro, allungandoli ed ammorbidendoli.

In questo mutato ambiente politico la BCE potrebbe sentirsi autorizzata e supportata nel prendere decisioni di politica monetaria non ortodosse senza il timore di perdere la sua autonomia.

Le conseguenze per gli investitori possono essere importanti dato che uno nuovo atteggiamento pro-crescita, coniugato a credibili piani di rientro dal debito  nel medio periodo,  possono mutare rapidamente il sentiment di fiducia sui mercati e innescare grandi flussi di denaro dai paesi del nord Europa, che offrono rendimenti nulli, a quelli del sud che, nonostante i grandi progressi fatti, offrono ancora rendimenti attraenti.

Il Contagio

Nel silenzio più totale e vergognoso dei nostri media, giungono lo stesso dalla Grecia notizie terribili.

Guardate queste scene incredibili: alcuni contadini fuori dal Ministero dell’Agricoltura di Atene distribuiscono frutta e verdura gratuitamente.

Pensionati, cittadini comuni, disoccupati s’accalcano per mendicare un sacchetto di cibo.

Nonostante i ripetuti inviti alla calma, la fame e la frustrazione hanno portato non solo a code molto lunghe, ma anche a disordini.

Alcuni uomini, caduti a terra nella ressa generale, sono stati calpestati…

Questa è anche la nostra Europa insignita perfino del premio Nobel per la pace.

Da cittadino italiano ed europeo provo vergogna ed indignazione.

Voglio che guardiate bene queste scene.

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Le politiche di austerità, che stanno infliggendo sofferenze enormi ai cittadini greci, stanno già producendo analoghi risultati da noi.

Monti, Bersani, Casini e tutti coloro che appoggiano queste politiche si rendono responsabili della sofferenza di milioni di persone.

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Cultiver l'efficience

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semplicemente un piccolo drago che cerca di restare vivo sui mercati finanziari

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