Rendimax: il conto deposito alza i tassi.

Rendimax è il conto deposito proposto da Banca IFIS, un piccolo istituto specializzato in prestiti alle aziende e quotata alla borsa di Milano.

Nel periodo d’oro dei conti deposito, tra il 2008 ed il 2013, Rendimax si distingueva come una delle soluzioni più remunerative, poi ha cambiato strategia, riducendo notevolmente i tassi e finendo nell’oblio mediatico.

Da settembre 2015 torna alla ribalta con alcune novità accompagnate da una campagna di marketing sui social network e su alcuni siti a tema economico.

In sostanza sono stati aumentati tutti i rendimenti per i vincoli a partire da un anno e sono stati introdotti vincoli lunghi fino a 5 anni.

I rendimenti riconosciuti sui vincoli vanno dall’1% al 2,6% a seconda della durata.

Considerando che, al momento, Rendimax si fa carico anche dell’imposta di bollo le proposte sono allettanti in questo quadro di rendimenti estremamente bassi offerti dai titoli di stato.

Il doping dei mercati.

I mercati si avviano a chiudere la settimana in modo euforico, da lunedì tutti gli strumenti finanziari vengono acquistati a piene mani, i rialzi sono consistenti su azioni, obbligazioni, materie prime e valute.
Il flusso di acquisti é consistente e continuo, in particolare l’euro ha recuperato 300 punti su dollaro e yen in tre sedute !!!
La domanda é dunque spontanea: cosa é cambiato ? Indubbiamente, dopo il taglio del rating di mezza Europa, c’era una gran voglia di dare una lezione alle agenzie di valutazione del debito, quindi anche se l’Europa é in recessione per la seconda volta in tre anni e ne uscirà nel 2014, i leader Europei non si incontrano neppure più a discutere per il timore di altre figuracce, la Grecia é fallita, gli USA affrontano l’anno elettorale con il debito al 105% del Pil i mercati europei sono stati inondati di liquidità.
La puzza di bruciato é veramente forte ed il gioco si é fatto realmente rischioso, se questa manovra portata avanti dalle banche, con la regia BCE, sarà percepita come un segno di disperazione delle istituzioni Europee la grande speculazione ci ridurrà ad un cumulo di macerie nel giro di poche settimane. Confidiamo nella buona stella di Mario Draghi …

Obbligazione Unicredit bancoposta

Bancoposta periodicamente propone  ai suoi clienti la sottoscrizione di obbligazioni emesse da altre banche ( Bancoposta oggi non è propriamente una banca e non è autorizzata ad emettere obbligazioni proprie).

In questo periodo viene offerta la possibilità di sottoscrivere una emissione di Unicredit, in esclusiva per Bancoposta, con le seguenti caratteristiche:

  • durata 6 anni (dal marzo 2012 a marzo 2018);
  • tasso fisso al 6,1% lordo annuo con cedole semestrali;
  • tassazione degli interessi al 20%;
  • emessa e rimborsata a valore unitario 100, rimborso a scadenza;
  • sarà quotata su mercato secondario;
  • taglio minimo 1000 eur;
  • periodo di collocamento fino al 10/3 salvo chiusura anticipata.

Anche tenendo conto della tassazione sfavorevole, l’obbligazione rende qualche decimo in più del BTP con identica scadenza e potrebbe essere considerata in ottica di diversificazione. E’  comunque bene tenere conto che le banche Italiane hanno in portafoglio moltissimi titoli di stato nazionali ed il loro rischio di credito è considerato, dal mercato,  simile a quello dello Stato.

Con il taglio del rating sul debito Italiano la situazione si complicherà ulteriormente.

Banca Etica: perchè non la sento più mia.

Banca popolare Etica è nata oltre 10 anni fa su iniziativa di alcune grandi associazioni attive nel terzo settore, suo principale fine è quello di finanziare associazioni ed iniziative a carattere sociale e diffondere i principi della finanza etica e solidale nello società.

Trattandosi di una  banca opera tramite finanziamenti e prestiti e raccoglie il risparmio dai privati cittadini o dalle istituzioni incentivando tutti a diventare soci e contribuire al suo sviluppo; non eroga beneficenza e non regala nulla, i bilanci devono essere in ordine ed alla fine dell’anno non deve riportare perdite.

Se la finalità è condivisibile e meritoria meno lo è la pratica commerciale per la raccolta del risparmio: i prodotti offerti sono identici a quelli bancari classici ed i costi per la clientela sono molto elevati, sintomo di scarsa efficienza operativa dato che i bilanci sono in sostanziale pareggio. Uno dei motti di Banca Etica è “l’interesse più alto è quello di tutti” ma in questo caso sarebbe da correggere in “l’interesse più alto è quello dei grandi soci e lavoratori di Banca Etica”, gli unici benefeciari della politica della banca.

Esempio illuminante è l’obbligazione attualmente in fase di collocamento agli sportelli, è un prodotto a tre anni che garantisce uno striminzito ritorno netto dell’1,4% che non copre neppure l’inflazione attesa e non è negoziabile prima della scadenza. Anche volendo considerare Banca Etica molto solida,  prudente negli impieghi ed orientata al sociale questo livello di rendimento è deleterio per i risparmiatori che le affidano denaro.

Un’altra peculiarità è insita nel modello di sviluppo scelto: dopo i primi pionieristici anni nei quali la banca si è affidata, giocoforza,  ai canali a distanza (posta ed internet) ora lo sviluppo è affidato solo all’apertura di nuove filiali tradizionali, affiancate da una piccola rete di promotori; in singolare controtendenza con il mercato  il canale internet è stato  totalmente abbandonato.

Rendimax LIKE

Rendimax, il conto deposito proposto da Banca IFIS, propone un’interessante innovazione RENDIMAX LIKE: un deposito libero abbinato al conto deposito RENDIMAX, che offre a tutti il 4,25% lordo, il capitale non è vincolato per un periodo fisso, è sempre disponibile a chiamata.

Per ritirare il denaro versato basterà prenotarlo e verrà accreditato su rendimax libero dopo 33 giorni solari senza alcuna penale. Durante tutti e 33 i giorni di prenotazione il denaro continuerà a rendere il 4,25% lordo.

Praticamente si ottiene un tasso d’interesse elevato senza dover vincolare per uno/due anni il denaro e senza rincorrere nuove promozioni.

BTP DAY

Lunedì 28/11 molte banche non addebiteranno commissioni per gli acquisti di titoli di stato sul mercato secondario.

L’iniziativa è tesa a coinvolgere i privati nel rifinanziamento del debito pubblico e, molto probabilmente, a ripulire un po i bilanci delle banche, pieni di titoli di stato Italiani ……

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