Rendimax: il conto deposito alza i tassi.

Rendimax è il conto deposito proposto da Banca IFIS, un piccolo istituto specializzato in prestiti alle aziende e quotata alla borsa di Milano.

Nel periodo d’oro dei conti deposito, tra il 2008 ed il 2013, Rendimax si distingueva come una delle soluzioni più remunerative, poi ha cambiato strategia, riducendo notevolmente i tassi e finendo nell’oblio mediatico.

Da settembre 2015 torna alla ribalta con alcune novità accompagnate da una campagna di marketing sui social network e su alcuni siti a tema economico.

In sostanza sono stati aumentati tutti i rendimenti per i vincoli a partire da un anno e sono stati introdotti vincoli lunghi fino a 5 anni.

I rendimenti riconosciuti sui vincoli vanno dall’1% al 2,6% a seconda della durata.

Considerando che, al momento, Rendimax si fa carico anche dell’imposta di bollo le proposte sono allettanti in questo quadro di rendimenti estremamente bassi offerti dai titoli di stato.

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L’azionario sorprenderà ancora. Parola di Goldman Sachs !

La banca americana non ha dubbi sulle strategie da adottare non solo nei prossimi tre mesi ma anche in un orizzonte temporale più ampio. Sottopesare l’obbligazionario e spazio in portafoglio alle azioni, pur con dei distinguo tra le varie aree geografiche.

Gli analisti di Goldman Sachs che, in ossequio alla loro view positiva sull’intero anno per l’azionario, guardano con accresciuto ottimismo ai prossimi tre mesi.
La banca americana ha infatti migliorato nel complesso il suo giudizio sull’equity a tre mesi, da “neutral” a “overweight”, con l’unica eccezione per il Giappone. Il giudizio sulla Borsa nipponica infatti è stato ridotto da “neutral” ad “underweight”, complice il forte rialzo messo a segno dal Nikkei 225 negli ultimi mesi e alla luce delle attuali turbolenze macroeconomiche che stanno interessando il Paese. La bocciatura del mercato nipponico stride e non poco con la raccomandazione riservata all’Asia, visto che il rating sull’azionario di questa regione è stato alzato ad “overweight”.
Sulle Borse del Vecchio Continente il giudizio a tre mesi resta improntato alla positività con una raccomandazione “overweight”. L’azionario europeo è quindi da sovrappesare malgrado i problemi dell’area, visto che Goldman Sachs segnala che gli interventi della BCE riflettono uno scenario di crescita e inflazione debole. Questo rappresenta un freno per l’azionario, ma gli analisti credono che gran parte di queste limitazioni sia già riflessa nei prezzi di mercato e nei mesi a venire si vedranno gli effetti positivi degli interventi della Banca Centrale europea.
Più cauta la view sull’America che tuttavia nei tre mesi si guadagna una promozione da “underweight” a “neutral” per tenere conto della robusta crescita registrata dagli Stati Uniti, come evidenziato dagli ultimi dati sul PIL e da quelli relativi all’andamento del mercato del lavoro.

buoni fruttiferi postali: nuovi rendimenti luglio/agosto/settembre 2013

Sono state emesse le nuove serie di buoni fruttiferi postali sottoscrivibili da metà luglio per circa un mese, i tassi offerti si confermano bassi e gli unici buoni postali degni d’interesse sono quelli legati all’inflazione (con durata decennale ma riscattabili dopo 18 mesi) e quelli denominati BFP risparmi nuovi, acquistabili solo con nuova liquidità immessa alle poste.

A questo link trovate il comunicato ufficiale (rendimenti-buoni-fruttiferi-postali3 ) con tutte le tipologie di buoni sottoscrivibili  e relativi rendimenti.

 

update settembre: i rendimenti dei bfp restano validi ancora per qualche giorno, probabilmente saranno modificati dopo la metà di settembre

buoni fruttiferi postali: nuovi rendimenti giugno luglio 2013

Con il lancio delle nuove serie di buoni postali (BFP) di giugno 2013 scatta un’operazione di “lifting” sull’offerta per rendere i BFP più attraenti in un contesto di tassi d’interesse bassissimi. Spariscono i BFP con scadenza due anni e vengono introdotte due novità : BFP risparmi nuovi e BFP Europa.

  • BFP risparminuovi ha durata 3 anni e riconosce un “premio” del 5% a chi lo tiene sino a scadenza, per un rendimento annuo netto a scadenza del 2%. In  caso di riscossione anticipata viene riconosciuto lo 0,8% netto alla fine del primo e secondo anno.  Questa tipologia di buono postale, che presenta rendimenti più elevati rispetto agli altri, ha caratteristiche promozionali infatti può essere acquistato solo con nuova liquidità aggiunta sul libretto o sul conto corrente, quindi non correte inutilmente alle poste !
  • BFP Europa è collegato all’andamento dell’indice azionario Europeo EURO STOXX 50 ed offre un rendimento minimo lordo annuo dell’1% ed un massimo annuo del 4%. Il rendimento aggiuntivo annuo viene riconosciuto solo se l’indice azionario nell’anno è aumentato del 7/10%  (!!!!!)

Con queste nuove serie di BFP i rendimenti vengono nuovamente tagliati raggiungendo livelli straordinariamente bassi che li rendono scarsamente interessanti per chi ha un ottica di breve e medio periodo ( uno – due anni ) e ampiamenti sconfitti dai conti deposito (per vincoli ad un anno CheBanca e INGDIRECT offrono tassi intorno all’1,8-2% netto).

A questo link trovate il comunicato ufficiale ( rendimenti bfp ) con tutte le tipologie di buoni sottoscrivibili  e relativi rendimenti.

Buoni fruttiferi postali, rendimenti maggio-giugno 2013

La cassa depositi e prestiti, emittente dei buoni che vengono collocati tramite poste italiane, ha comunicato i nuovi tassi applicati ai buoni postali emessi a partire dal 18 maggio 2013 e validi sino ad emissione di nuove serie.

I rendimenti offerti continuano a scendere, per ottenere almeno l’1% netto annuo dobbiamo accettare un vincolo di due anni si sale al 2,3% con vincolo a 7 anni.

Viene presentata anche una novità dedicata al mondo imprese e professionisti BFP Impresa ed alle loro esigenze di cassa, scadenza 20 mesi e rendimenti crescenti nel tempo.

A questo link trovate il comunicato ufficiale ( rendimenti bfp ) con tutte le tipologie di buoni sottoscrivibili  e relativi rendimenti.

Buoni fruttiferi postali, rendimenti aprile/maggio 2013

La cassa depositi e prestiti, emittente dei buoni che vengono collocati tramite poste italiane, ha comunicato i nuovi tassi applicati ai buoni postali emessi a partire dal 10  aprile 2013 e validi sino ad emissione di nuove serie.

In generale si nota una forte diminuzione dei tassi rispetto al mese di marzo, la decurtazione è dello 0,5% su tutte le scadenze mentre diventa drastica per i buoni indicizzati all’inflazione che vedono quasi dimezzarsi il rendimento degli ultimi anni.

Ad esempio il buono scadenza 2 anni con pagamento interessi alla scadenza rende ora 1,25% lordo.

Viene presentata anche una novità che “fa il verso” al BTP Italia, il nuovo buono si chiama BFPRenditalia, dura 5 anni ed ha un rendimento variabile agganciato a quello dei BOT semestrali + uno spread dello 0,5% (quindi oggi il rendimento lordo sarebbe  nella forchetta 1,0-1,2% annuo)

A questo link trovate il comunicato ufficiale ( rendimenti bfp ) con tutte le tipologie di buoni sottoscrivibili  e relativi rendimenti.

Il doping dei mercati.

I mercati si avviano a chiudere la settimana in modo euforico, da lunedì tutti gli strumenti finanziari vengono acquistati a piene mani, i rialzi sono consistenti su azioni, obbligazioni, materie prime e valute.
Il flusso di acquisti é consistente e continuo, in particolare l’euro ha recuperato 300 punti su dollaro e yen in tre sedute !!!
La domanda é dunque spontanea: cosa é cambiato ? Indubbiamente, dopo il taglio del rating di mezza Europa, c’era una gran voglia di dare una lezione alle agenzie di valutazione del debito, quindi anche se l’Europa é in recessione per la seconda volta in tre anni e ne uscirà nel 2014, i leader Europei non si incontrano neppure più a discutere per il timore di altre figuracce, la Grecia é fallita, gli USA affrontano l’anno elettorale con il debito al 105% del Pil i mercati europei sono stati inondati di liquidità.
La puzza di bruciato é veramente forte ed il gioco si é fatto realmente rischioso, se questa manovra portata avanti dalle banche, con la regia BCE, sarà percepita come un segno di disperazione delle istituzioni Europee la grande speculazione ci ridurrà ad un cumulo di macerie nel giro di poche settimane. Confidiamo nella buona stella di Mario Draghi …

Obbligazione Unicredit bancoposta

Bancoposta periodicamente propone  ai suoi clienti la sottoscrizione di obbligazioni emesse da altre banche ( Bancoposta oggi non è propriamente una banca e non è autorizzata ad emettere obbligazioni proprie).

In questo periodo viene offerta la possibilità di sottoscrivere una emissione di Unicredit, in esclusiva per Bancoposta, con le seguenti caratteristiche:

  • durata 6 anni (dal marzo 2012 a marzo 2018);
  • tasso fisso al 6,1% lordo annuo con cedole semestrali;
  • tassazione degli interessi al 20%;
  • emessa e rimborsata a valore unitario 100, rimborso a scadenza;
  • sarà quotata su mercato secondario;
  • taglio minimo 1000 eur;
  • periodo di collocamento fino al 10/3 salvo chiusura anticipata.

Anche tenendo conto della tassazione sfavorevole, l’obbligazione rende qualche decimo in più del BTP con identica scadenza e potrebbe essere considerata in ottica di diversificazione. E’  comunque bene tenere conto che le banche Italiane hanno in portafoglio moltissimi titoli di stato nazionali ed il loro rischio di credito è considerato, dal mercato,  simile a quello dello Stato.

Con il taglio del rating sul debito Italiano la situazione si complicherà ulteriormente.

Unicredit -aggiornamento-

il titolo, nel giorno di partenza dell’aumento di capitale, è ancora sotto pressione e registra nuovi minimi a 2,38 eur (0,23 eur ante accorpamento !!!); come sempre nei periodi di sottoscrizione degli aumenti i movimenti possono essere violenti a causa degli arbitraggi tra azione e diritto e, se non si hanno intenti speculativi, è bene riflettere prima di operare.

Unicredit: aumento di capitale e tracollo

Anche oggi Unicredit è travolto dalle vendite, dall’annuncio dei termini relativi al gigantesco aumento di capitale (7.5 miliardi su una capitalizzazione di 14) il titolo ha perso circa il 40% del valore di borsa.

Cosa succede ad una delle più grandi banche Italiane ? Semplicemente ha un disperato bisogno di denaro per rimpinguare il capitale e, per convincere gli investitori, offre nuove azioni ad un prezzo super scontato; in questi casi il mercato penalizza il titolo facendolo arrivare ad un valore simile a quello delle nuove azioni offerte.

Gli azionisti di minoranza di Unicredit ringraziano, negli ultimi due anni il valore di borsa di Unicredit, il gioiello Italiano, è sceso del 90%.

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