Il regalo (col trucco) agli zar delle Autostrade (Marco Palombi).

Triskel182

RincariDA IERI IN VIGORE IL (SOLITO) AUMENTO DEI PEDAGGI DATO AI CONCESSIONARI MENTRE TUTTI SONO IN VIAGGIO. E NEL 2014 AUMENTANO PURE LE BOLLETTE.

Puntuale, come certe epidemie di stagione, anche quest’anno è arrivato il consueto aumento festivo delle tariffe autostradali e non si può non notare la coincidenza – per così dire – che festivo significa anche nel momento in cui gli italiani viaggiano di più. Il ministero delle Infrastrutture e quello del Tesoro hanno concesso un incremento medio del prezzo pagato dagli automobilisti – scattato ieri mattina – del 3,9 per cento: niente male in un anno in cui l’inflazione è salita solo di un punto e mezzo. “È una tassa sulle vacanze ingiustificata e ingiustificabile”, sostiene il deputato del Pd Dario Ginefra, che preannuncia per oggi una interrogazione urgente “ai ministri Lupi e Saccomanni per conoscere quali siano stati gli investimenti operati dalle società di gestione autostradali…

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Un 2013 a passo di carica

Si chiude un anno d’oro per i mercati azionari che hanno ottenuto incrementi anche del 30% sfruttando il denaro facile offerto dalle banche centrali. Di fatto i mercati, sopratutto negli USA, hanno già scontato la crescita economica che si dovrebbe manifestare nei prossimi 5 anni; meno brillanti sono state le performance delle obbligazioni che avevano già raggiunto valori rendimenti insostenibilmente bassi nel 2012 e quest’anno hanno iniziato una lenta correzione.

A conti fatti oggi non c’è nessuna classe di titoli finanziari che abbia una valutazione ragionevole, l’abbondante liquidità in circolo ha drogato ogni strumento finanziario, è indicativo che l’Italia pur trovandosi in stato pre fallimentare riesce a piazzare i suoi BOT annuali ad un tasso inferiore all’1%.

Nonostante ciò i consigli degli esperti per il 2014 sono unanimi: puntate sulle azioni e abbandonate il reddito fisso ! Chi è saltato sul carro vincente da tempo può tranquillamente valutare se l’allocazione del portafoglio è ancora coerente con gli obiettivi ma per i tanti che sono restati a guardare ?

Youbanking riduce i tassi

Youbanking, il conto deposito di Banco Popolare, ha annunciato la riduzione dei tassi offerti sui depositi vincolati a partire dal 1 dicembre. Per il deposito a dodici mesi si passa dal 3% lordo al 2,75% e per quello a diciotto mesi dal 3,5% al 3,25%, l’imposta di bollo viene pagata dalla banca anche nel 2014.

Nonostante la riduzione dei rendimenti, Youbanking resta una delle proposte più allettanti nel panorama dei conti deposito in questo ultimo mese del 2013.

Il miglior conto deposito di ottobre 2013

Il 2013 è un anno difficile per i molti  “amanti” della formula conto deposito, da quando la BCE ha preso sotto la sua ala protettiva l’Italia i rendimenti offerti dai nostri titoli di stato sono calati molto, soprattutto sulle durate brevi, ed i conti deposito offerti dalle banche hanno seguito lo stesso percorso.

Se un anno fa non era difficile spuntare il 4% per vincoli ad un anno oggi ci si deve accontentare del 2,5% o meno.

Come sempre ci sono banche che hanno più fame di liquidità e decidono di offrire un extra rendimento rispetto al mercato, in questo periodo è il turno di YOUBANKING  offerto dal Banco Popolare.

Fino al 30 novembre i rendimenti  sono i seguenti:

  • deposito libero   0,4%
  • vincolo 9 mesi 2,5%
  • vincolo 12 mesi 3,0%
  •  vincolo 18 mesi 3,5%

I tassi sono al lordo dell’imposta (per ora al 20%), in caso di svincolo anticipato viene riconosciuto solo il tasso del deposito libero; il minimo importo vincolabile è 5000 eur. L’imposta di bollo è pagata dalla banca almeno sino al 2015.

 

 

 

 

Borsa di Milano, un’anomalia ?

Partendo dai dati si nota come da giugno il listino principale di Milano abbia guadagnato il 20% ed oltre la metà del progresso è arrivato nell’ultimo turbolento mese, andando a coincidere con la crisi di governo in Italia e le paure da debito che hanno trascinato al ribasso wall street.
Gli “esperti” attribuiscono la performance Italiana ad una apertura di credito da parte dei money manager mondiali verso il nostro paese in nome di non ben chiare prospettive future.
I numeri della realtà economica fanno pensare ad una azzardata fuga in avanti dei mercati in cerca di opportunità sulla martoriata borsa italiana, al primo intoppo locale o internazionale il flusso può interrompersi con conseguenze catastrofiche. Ma, al contempo, l’euforia potrebbe avvicinare alla borsa gl’ investitori privati che finora latitano generando un importante impulso rialzista.

Promozione commissioni trading

La piattaforma Olandese BINCK (www.binck.it), specializzata nel trading su azioni e derivati, ha aperto una sede in Italia nel 2012, per attrarre clienti propone spesso delle promozioni per i nuovi clienti.

Per il mese di ottobre 2013 offre, a chi apre un nuovo conto trading, uno sconto sulle commissioni fino a 500 eur, da utilizzare entro fine anno che sono equivalenti a circa 50 operazioni di acquisto/vendita che sarebbero eseguite gratuitamente.

BINCK è una piattaforma pensata per trader con operatività da media ad alta, offre molti servizi e consente di operare sui principali mercati e strumenti finanziari.

PDL all’attacco: suicidio o bluff ??

La crisi politica innescata da Berlusconi non ha ancora contorni netti e non è ancora chiaro se sia una mossa disperata o frutto di calcolo politico.

Posto che il Presidente della Repubblica non ha intenzione di sciogliere il parlamento e indire elezioni prima che sia approvata la legge elettorale e quella di bilancio, un PDL fuori dal governo non potrebbe aiutare Berlusconi nella soluzione dei problemi personali. L’isolamento parlamentare e la perdita delle poltrone metterebbe poi a dura prova la compattezza del PDL esponendolo al rischio di scissione.

E’ lecito pensare che la crisi sia un mezzo di pressione per costringere Napolitano a concedere l’agognata grazia/immunità, quale che sia la forma scelta.

Non stupirebbe vedere le “larghe intese” ricompattarsi nei prossimi giorni in nome “dell’interesse nazionale”, con annesso programma di amnistia/indulto per salvare in modo indiretto Berlusconi.

Sui mercati finanziari potremmo assistere inizialmente ad uno sbandamento dei titoli Italiani ma, difficilmente, si tratterà di vero crollo sino a quando ci sarà uno spiraglio per la prosecuzione dell’esperienza di governo, Non si trascuri poi il fatto che l’Italia è veramente “too big to fail”, quindi non ci è concesso fare quello che vogliamo, con buona pace di quanti credono di vivere in una democrazia.

 

Rendimenti dei buoni postale settembre-ottobre 2013

Dopo una lunga pausa estiva la Cassa Depositi e Prestiti, emittente dei buoni fruttiferi venduti alle Poste, ha rinnovato le serie di buoni acquistabili.

Dato il rialzo dei rendimenti visto nelle ultime aste dei titoli di stato ci si aspettava un incremento dei, miseri, rendimenti offerti: in realtà non è cambiato praticamente nulla.

I rendimenti offerti rimangono gli stessi già in vigore, l’unica modifica riguarda la serie “risparmi nuovi”, dedicata a chi porta nuova liquidità,  che riporta un leggero incremento arrivando ad un tasso netto annuo del 2,14% dopo tre anni di vincolo.

Qui trovate il file ufficiale CDP (rendimenti-buoni-fruttiferisett-ott) con tutte le serie di buoni emesse, di seguito trovate qualche esempio:

  • BPF 18 mesi tasso dello 0,66% netto al 18 mese
  • BFP 7 anni tasso del 2,43% annuo, vincolo 7 anni (con rimborsi parziali del capitale ogni anno)

Queste serie di BFP saranno disponibili almeno sino alla metà di ottobre.

Le gambe corte delle bugie

Da mesi il Governo Letta si barcamena cercando, da un lato, di accontentare i partiti che malvolentieri lo sostengono e dall’altro di conservare le proprie poltrone appena conquistate raccontando agli Italiani la panzana della fine della crisi e delle ristrettezze di bilancio.

I primi 100 giorni di governo sono trascorsi interamente nell’affannosa ricerca di 4/6 miliardi per cancellare IMU prima casa ed IVA. La ha partorito una sospensione per quest’anno, sospensione che si tramuterà nell’IMU rinominata TARES nel 2014 e nell’aumento IVA ad ottobre 2013, massimo gennaio 2014.

Considerando che i nostri valorosi Letta e Saccomanni non hanno trovato come risparmiare 6 miliardi su circa 900 di spesa pubblica possiamo immaginarli attoniti nel cercare di  fondi, ben più cospicui,  per il 2014 (senza pensare al terribile 2015 quando entrerà in vigore il “fiscal compact”) .

Ora che la stagione del bilancio è arrivata ed il 2014 è alle porte le bugie diventano evidenti,  gestirne le conseguenze non sarà facile, possiamo solo sperare che la voglia di poltrona di questo governo e parlamento riconduca alla ragionevolezza e induca le forze politiche a lavorare per tenere a galla il paese.

Con amarezza si deve riconoscere che, in questo momento, un governo di inetti che esegue ordini provenienti da Bruxelles  è preferibile all’incognita elezioni che con questo sistema politico non sarebbero risolutive, con buona pace della democrazia.

I titoli obbligazionari sono da vendere ?

Da qualche mese è iniziata una lenta risalita dei rendimenti obbligazionari che, dal 2012, stazionavano sui minimi storici grazie alle “manovre eccezionali” di politica monetaria che molte banche centrali hanno messo in campo per rispondere alla crisi.

Ora la sola ipotesi che la FED Americana possa  iniziare a ritirare l’immensa liquidità immessa ha scatenato il panico tra i grandi operatori delle borse e dei cambi che, grazie alla liquidità, hanno realizzato enormi profitti; da maggio hanno iniziato a vendere massicciamente obbligazioni in tutto il mondo facendone cadere i prezzi e salire i rendimenti.

Finora i più colpiti sono stati gli emittenti a bassa valutazione ma anche  USA e Germania hanno visto salire i rendimenti del decennale rispettivamente al 2,9% ed al 2% (livelli ancora  bassi ma superiori del 50% a quelli del 2012 !), in Italia il decennale è passato dal 3,9% al 4,4% (nonostante l’enfasi mediatica sull spread che è sceso ….)

In assenza di nuovi smottamenti finanziari, il movimento globale  ascendente dei tassi è destinato a continuare e si intensificherà se molti paesi inizieranno ad uscire dalla crisi. Chi ha in portafoglio fondi o titoli obbligazionari ne ha già visto scendere il prezzo e si chiede se è il caso di vendere o meno.

Nel caso di detenzione diretta di obbligazioni il problema non è pressante in quanto il valore di mercato dei titoli è sceso ma, se l’orizzonte temporale dell’investitore consente di arrivare a scadenza, egli riceverà comunque l’intero capitale ed avrà incassato le cedole che, eventualmente, potrà investire in titoli con rendimento maggiore.

Nel caso di fondi obbligazionari la situazione è più complessa: i fondi riflettono costantemente il prezzo di mercato dei titoli nei quali hanno investito ed è quindi possibile una fase di debolezza del valore quota, ma anche in questo caso su tutto deve prodominare il ragionamento sulla propensione al rischio e l’orizzonte temporale dell’investitore: una volta venduto il fondo dove si pensa di investire ? Si terrà parcheggiato il denaro lasciandolo erodere dall’inflazione ? Si è disposti a rischiare l’azionario ?

In economia e finanza per i comuni mortali non ci sono soluzioni facili o “free lunch” ma, informandosi e ragionando con la propria testa, si puo’ almeno evitare di arrecare grandi danni al portafoglio.

MYC4

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semplicemente un piccolo drago che cerca di restare vivo sui mercati finanziari

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