Cos’è il PIL

“Con troppa insistenza e troppo a lungo, sembra che abbiamo rinunciato alla eccellenza personale e ai valori della comunità, in favore del mero accumulo di beni terreni. Il nostro Pil ha superato 800 miliardi di dollari l’anno, ma quel PIL – se giudichiamo gli USA in base ad esso – comprende anche l’inquinamento dell’aria, la pubblicità per le sigarette e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine settimana. Il Pil mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende il fucile di Whitman e il coltello di Speck, ed i programmi televisivi che esaltano la violenza al fine di vendere giocattoli ai nostri bambini.Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Comprende le auto blindate della polizia per fronteggiare le rivolte urbane”
“Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori famigliari o l’intelligenza del nostro dibattere. Il Pil non misura né la nostra arguzia, né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né la nostra conoscenza, né la nostra compassione, né la devozione al nostro Paese. Misura tutto, in poche parole, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.”
Robert Kennedy 18 marzo 1968

Certificati deposito GOLD UNICREDIT – update –

Unicredit, alla fine del 2011, ha tentato il  rilancio dei “certificati di deposito” (ne avevamo parlato qui) proponendo tassi almeno decenti.

Appena sono migliorate le condizioni di mercato i tassi sono stati  ridotti, ma restano comunque competitivi.

Il tasso di interesse lordo** varia in base alla durata del vincolo:

6 mesi 9 mesi 12 mesi 24 mesi
2,75% 3,25% 3,75% 4,75%

OnlineSim – fondi online –

Onlinesim/www.onlinesim.it/ è una società di distribuzione fondi comuni che opera solo tramite il canale internet. Sono dei pionieri che hanno creduto nella modalità di distribuzione online e multi marca sin dal 2000.
I fondi comuni permettono un’ottima diversificazione del rischio e consentono investimenti in paesi e settori interessanti anche con cifre modeste ma, in Italia, hanno due grossi difetti: sono proposti e venduti dalle banche ed esse propongono ai clienti solo quelli “di casa” anche se sono costosi ed inefficienti.
Online SIM, invece, vi consente di scegliere tra centinaia di gestori quelli con i migliori risultati ed i minori costi; in generale poi non avendo agenti, agenzie e promotori i costi fissi addebitati sono bassi o nulli.
Per invogliare i nuovi clienti, nel 2012, online SIM si farà carico integralmente della nuova imposta di bollo sulle attività finanziarie.

Le prospettive dei mutui a tasso variabile

Per chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile il parametro Euribor é molto importante in quanto la rata mensile cambia in funzione del tasso Euribor vigente: il tasso d’interesse sul mutuo si calcola sommando il tasso Euribor a 1/3/6 mesi allo spread (guadagno della banca) concordato al momento della stipula.


Euribor storico

Come si vede nel grafico storico l’Euribor a tre mesi , in conseguenza della crisi iniziata nel 2008, ha subito un vero o proprio tracollo, é passato da picchi del 4,5-5%  ad un minimo di 0,7% nella primavera 2010;  da allora, complici le prospettive di ripresa economica, ha iniziato una lenta risalita, ad oggi é pari all’ 1,4%. (si pensi che su un mutuo da 100.000 euro la variazione dell1% dell’Euribor aggiunge o toglie alla rata mensile circa 90 euro)

La Velocità di risalita sarebbe dovuta aumentare con i mesi e molti prevedevano un ritorno verso la “media storica” del 3 % già a fine 2012, ma il caos finanziario creato dai mostruosi debiti di molti stati ha rimescolato le carte.  La mossa di Mario Draghi, che appena nominato presidente della BCE ha abbassato il tasso di sconto Europeo all’1%, è un’indicazione significativa: le banche centrali dovranno tenere i loro tassi di riferimento bassi a lungo e pompare liquidità nei mercati per non farli crollare, questo dovrebbe calmierare anche i tassi Euribor e quindi garantire rate basse ancora per molti mesi.

Meno fortunati saranno coloro che un mutuo lo stipuleranno in futuro, il vantaggio derivante da tassi bassi sarà bilanciato da un forte aumento degli spread applicati dalle banche. Fino al 2008 lo spread medio per un mutuo di durata ventennale era dell’ 0,8%-1,5%, oggi la forchetta si è spostata drammaticamente all’1,7%-2,5% e non mancano banche che chiedono il 3% o più.

Il tramonto delle polizze assicurative finanziarie ?

Esiste una particolare categoria di polizze assicurative, quelle a preminente contenuto finanziario (ramo I e ramo III), che saranno certamente penalizzate dalla nuova normativa fiscale in vigore dal 2012.

Questo genere di polizze non ha un vero contenuto assicurativo in quanto normalmente prevede il versamento di un capitale (a rate o in unica soluzione) e la promessa di restituirlo intatto a fine contratto (ramo I).  Quindi la garanzia è sulla restituzione del capitale nominale (meno le spese), la rivalutazione dipende dai mercati finanziari.

I vantaggi di questi contratti sono:

capitale garantito (ramo I);

rivalutazione mai negativa e acquisita anno per anno (ramo I) ;

non pignorabilità e trattamento separato in caso eredità, in quanto si possono indicare i beneficiari (ramo I e III) ;

In sostanza si tratta di prodotti finanziari, “vestiti” da assicurazione, che fino al 2011 godevano di  vantaggi fiscali quali l’esenzione dall’imposta di bollo e la tassazione dei rendimenti al 12,5% che dal 2012 spariranno.

In virtù di questi vantaggi le assicurazioni, che sono le uniche a poter offrire questo tipo di prodotto, hanno sempre caricato costi molto elevati ora probabilmente dovranno rivedere la loro politica commerciale se vogliono sopravvivere.

Delocalizzazione: dopo OMSA, DITEC e la Svezia, tante aziende e stati da boicottare

Delocalizzazione: dopo OMSA, DITEC e la Svezia, tante aziende e stati da boicottare.

Borse in festa

Come al solito i padroni dei mercati sono fantastici, approfittano per fare salire tutto indistintamente nei giorni di festa mettendoci pochi spiccioli, poi avanti con le vendite !!!!

Il futuro dei conti deposito.

Con il nuovo anno entra in vigore la riforma della tassazione delle rendite finanziarie ed i conti deposito tipo contoarancio, chebanca, rendimax, etc saranno beneficiari netti:  l’aliquota d’imposta sugl’ interessi erogati da conti correnti e conti deposito passerà dal 27% al 20% e, sotto i 5.000 euro di giacenza media annuale, i conti saranno esenti da imposta di bollo.

Alla luce di queste novità fiscali e dei grossi investimenti promozionali da parte dei grandi operatori finanziari  il 2012 si prospetta come l’anno della consacrazione definitiva dei conti deposito, ma …….. emerge un insidioso concorrente.

Negli ultimi mesi lo stato Italiano ha piazzato sul mercato i suoi titoli a breve e medio termine a tassi netti che intorno al 6,0% sia per  i BOT  che per i BTP brevi mentre ad oggi i migliori conti offrono, solo ai nuovi clienti, un tasso netto ad un anno che supera di poco il 3% e copre solo l’inflazione, anche considerando l’assenza di costi la convenienza non si vede se non per disponibilità d’investimento molto basse.

Certamente questi rendimenti dei titoli di stato, che sfruttano anche la tassazione privilegiata al12,5%, sono frutto delle tensioni ed incertezze presenti sui mercati ma, se i tassi si dovessero mantenere a questi livelli per mesi, le società che offrono i conti deposito dovranno indubbiamente mettere mano ai prodotti e trovare nuovi motivi di vendita.

 

Esselunga, lavoratori delle cooperative in sciopero: “Condizioni disumane” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano

Esselunga, lavoratori delle cooperative in sciopero: “Condizioni disumane” | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano.

Le prospettive dei mercati Italiani

Con settembre alle porte i politici Europei ed Italiani tornano dalle vacanze perseverando negli atteggiamenti di indecisione e irresponsabilità che ci hanno portato sull’orlo del baratro. Probabilmente pensano di aver rabbonito ancora una volta cittadini e mercati e poter proseguire come se nulla fosse; nelle sedi Europee mancano idee e volontà per risolvere i problemi mentre, in Italia, la saga della quarta manovra 2011 non é ancora conclusa ma già si percepisce come il governo, arroccato nella strenua difesa di se, abbia rinunciato ad ogni riforma.
Con queste premesse non si vedono i motivi per cui i partner Europei, la BCE ed i mercati dovrebbero continuare a sostenere l’Italia che, presto, tornerà ad essere il “paese da vendere”. Berlusconi e Tremonti si crogiolano nell’idea che siamo troppo grandi per essere abbandonati, ma i cittadini dei paesi sani dell’area euro non hanno intenzione di pagare i nostri conti ancora a lungo ed i loro governanti ne dovranno tenere conto.
Nelle ultime due settimane azioni e titoli di stato Italiani hanno beneficiato del supporto BCE ed del mini rimbalzo di wall street, ma ora con le prospettive economiche mondiali che scontano gli effetti recessivi degli aggiustamenti di bilancio ed i meccanismi di decisione inceppati l’Italia rischia di non trovare più posto nei portafogli d’investimento.

MYC4

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semplicemente un piccolo drago che cerca di restare vivo sui mercati finanziari

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