Il miglior conto deposito di ottobre 2013

Il 2013 è un anno difficile per i molti  “amanti” della formula conto deposito, da quando la BCE ha preso sotto la sua ala protettiva l’Italia i rendimenti offerti dai nostri titoli di stato sono calati molto, soprattutto sulle durate brevi, ed i conti deposito offerti dalle banche hanno seguito lo stesso percorso.

Se un anno fa non era difficile spuntare il 4% per vincoli ad un anno oggi ci si deve accontentare del 2,5% o meno.

Come sempre ci sono banche che hanno più fame di liquidità e decidono di offrire un extra rendimento rispetto al mercato, in questo periodo è il turno di YOUBANKING  offerto dal Banco Popolare.

Fino al 30 novembre i rendimenti  sono i seguenti:

  • deposito libero   0,4%
  • vincolo 9 mesi 2,5%
  • vincolo 12 mesi 3,0%
  •  vincolo 18 mesi 3,5%

I tassi sono al lordo dell’imposta (per ora al 20%), in caso di svincolo anticipato viene riconosciuto solo il tasso del deposito libero; il minimo importo vincolabile è 5000 eur. L’imposta di bollo è pagata dalla banca almeno sino al 2015.

 

 

 

 

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Rendimenti dei depositi ad agosto 2013

Da mesi i rendimenti offerti sugli strumenti a breve termine quali BOT, conti deposito, buoni postali sono in calo costante rendendo difficile la vita di chi, prudente per natura, non vuole azzardare l’acquisto di strumenti più redditizi ma rischiosi esi era abituato, nel 2011/2012, a rendimenti del 3-4% ottenuti semplicemente investendo il denaro in titoli di stato a breve termine o nei conti deposito.

Le banche che si contendevano i clienti con offerte allettanti sono tornate avare ed oggi gli istituti tradizionali offrono rendimenti per vincoli ad un anno intorno all’1-1,5%, quelli online arrivano al 2-2,5%, i BOT annuali veleggiano all’1%.

Vediamo alcuni esempi per 10.000 euro vincolati per un anno:

  • Banco Popolare YouBanking 2,5% svincolabile bollo governativo a carico banca
  • Mediolanum InMediolanum 2,8% svincolabile bollo governativo a carico cliente
  • Banca Popolare Milano 2,5% svincolabile con penali  bollo governativo a carico cliente + spese
  • FINECO 2,0% non svincolabile bollo governativo a carico cliente
  • Unicredit moneybox 1,0% non svincolabile bollo governativo a carico cliente + spese conto corrente
  • Rendimax 2,75%non  svincolabile bollo governativo a carico banca per il 2013
  • Che Banca 2,4% svincolabile bollo governativo a carico cliente (promozione per 6 mesi al 3,5% solo nuova liquid)
  • Ing Direct 2,4% (promo nuovi clienti)  svincolabile  bollo governativo a carico cliente

Ovviamente se il deposito non viene vincolato il rendimento crolla ulteriormente.

Con questo livello di rendimenti presto torneranno in auge in modo massiccio le promozioni dedicate a chi trasferisce il conto o porta nuova liquidità ma, purtroppo, torneranno anche ad essere offerti prodotti bancari opachi, che promettono rendimenti fuori mercato ma nella realtà sono costruiti con complessi derivati su indici di borsa o altro e presentano sempre costi nascosti molto alti per il cliente; la regola aurea è sempre quella di evitare l’acquisto di prodotti che non si comprendono pienamente e diffidare dello sportellista bancario o del consulente che devono raggiungere il proprio budget.

Imposta di bollo: la stangata 2013

Nel mare di tasse che nel corso del 2012 il governo Monti ha rovesciato addosso agli italiani, può capitare che se ne perda il conto. Soprattutto quando l’introduzione viene fissata a un termine successivo, magari per far mandare giù la pillola meno dolorosamente, o per questioni burocratiche. E’ così possibile che molti si siano dimenticati che dal 1° gennaio 2013 l’imposta di bollo sui conti deposito passerà dallo 0,10% allo 0,15% annuo sulle somme depositate, con un minimo di 34,2 euro e senza alcun tetto massimo (a differenza di quest’anno, in cui esiste un tetto massimo 1.200 euro). Un aumento di ben il 50% approvato dal governo il 24 febbraio scorso. E pensare che fino al 2011 l’onere era pari a soli 1,81 euro per ogni comunicazione alla clientela, con la stragrande maggioranza delle banche che erano ben disposte ad accollarselo per sbandierarne nelle pubblicità. Il conto di deposito, nella sua forma più diffusa, è infatti assimilato a un contratto di deposito a risparmio. Una qualificazione che aveva permesso, fino al 31 dicembre 2011, di assolvere il bollo nella misura fissa di 1,81 euro su ciascuna comunicazione periodica trasmessa alla clientela in contropartita con un conto di appoggio della stessa banca con la medesima intestazione.

Ora tutto cambierà. Non a caso nei mesi scorsi diversi istituti (tra i quali, per esempio, INGDIRECT, Mediolanum o CheBanca!) hanno proceduto a una modifica di contratto unilaterale, comunicando ai clienti che sui rapporti (anche vincolati) in essere la banca non si sarebbe più accollata l’imposta di bollo, come invece pattuito al momento della stipula del contratto.

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