L’azionario sorprenderà ancora. Parola di Goldman Sachs !

La banca americana non ha dubbi sulle strategie da adottare non solo nei prossimi tre mesi ma anche in un orizzonte temporale più ampio. Sottopesare l’obbligazionario e spazio in portafoglio alle azioni, pur con dei distinguo tra le varie aree geografiche.

Gli analisti di Goldman Sachs che, in ossequio alla loro view positiva sull’intero anno per l’azionario, guardano con accresciuto ottimismo ai prossimi tre mesi.
La banca americana ha infatti migliorato nel complesso il suo giudizio sull’equity a tre mesi, da “neutral” a “overweight”, con l’unica eccezione per il Giappone. Il giudizio sulla Borsa nipponica infatti è stato ridotto da “neutral” ad “underweight”, complice il forte rialzo messo a segno dal Nikkei 225 negli ultimi mesi e alla luce delle attuali turbolenze macroeconomiche che stanno interessando il Paese. La bocciatura del mercato nipponico stride e non poco con la raccomandazione riservata all’Asia, visto che il rating sull’azionario di questa regione è stato alzato ad “overweight”.
Sulle Borse del Vecchio Continente il giudizio a tre mesi resta improntato alla positività con una raccomandazione “overweight”. L’azionario europeo è quindi da sovrappesare malgrado i problemi dell’area, visto che Goldman Sachs segnala che gli interventi della BCE riflettono uno scenario di crescita e inflazione debole. Questo rappresenta un freno per l’azionario, ma gli analisti credono che gran parte di queste limitazioni sia già riflessa nei prezzi di mercato e nei mesi a venire si vedranno gli effetti positivi degli interventi della Banca Centrale europea.
Più cauta la view sull’America che tuttavia nei tre mesi si guadagna una promozione da “underweight” a “neutral” per tenere conto della robusta crescita registrata dagli Stati Uniti, come evidenziato dagli ultimi dati sul PIL e da quelli relativi all’andamento del mercato del lavoro.

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Borsa di Milano, un’anomalia ?

Partendo dai dati si nota come da giugno il listino principale di Milano abbia guadagnato il 20% ed oltre la metà del progresso è arrivato nell’ultimo turbolento mese, andando a coincidere con la crisi di governo in Italia e le paure da debito che hanno trascinato al ribasso wall street.
Gli “esperti” attribuiscono la performance Italiana ad una apertura di credito da parte dei money manager mondiali verso il nostro paese in nome di non ben chiare prospettive future.
I numeri della realtà economica fanno pensare ad una azzardata fuga in avanti dei mercati in cerca di opportunità sulla martoriata borsa italiana, al primo intoppo locale o internazionale il flusso può interrompersi con conseguenze catastrofiche. Ma, al contempo, l’euforia potrebbe avvicinare alla borsa gl’ investitori privati che finora latitano generando un importante impulso rialzista.

Promozione commissioni trading

La piattaforma Olandese BINCK (www.binck.it), specializzata nel trading su azioni e derivati, ha aperto una sede in Italia nel 2012, per attrarre clienti propone spesso delle promozioni per i nuovi clienti.

Per il mese di ottobre 2013 offre, a chi apre un nuovo conto trading, uno sconto sulle commissioni fino a 500 eur, da utilizzare entro fine anno che sono equivalenti a circa 50 operazioni di acquisto/vendita che sarebbero eseguite gratuitamente.

BINCK è una piattaforma pensata per trader con operatività da media ad alta, offre molti servizi e consente di operare sui principali mercati e strumenti finanziari.

Le performance estive dell’indice FTSEMIB.

E’ interessante notare come nell’ultime tre settimane la sovra performance del FTSMIB, rispetto agli indici principali  DAX/DOW, sia ragguardevole (siamo ad un +6/7 % sul DAX).

Considerando che dal 2008 il nostro mercato va molto peggio degli altri a causa dei problemi di finanza pubblica, ai pessimi dati economici ed alle scarse performance dei governi, non è chiaro su cosa poggi questo improvviso miglioramento in periodo feriale. A cercare bene tra i numeri qualche segnale di rallentamento della caduta si coglie, ma da questo ad ipotizzare modifiche nelle aspettative economiche Italiane il salto logico è quanto meno azzardato.

E’ sempre saggio seguire i trend di mercato ma quando si tratta di borse deboli e marginali come quella di Milano è bene tenere gli occhi aperti, bastano poche ore per vedere gli scenari totalmente modificati.

La prossima vittima dell’euforia.

Anche questa settimana prosegue il nirvana dei mercati azionari globali in preda agli abbondanti allucionogeni forniti dalle banche centrali di tutto il mondo, un dato più di tutti identifica la situazione: i listini americani non subiscono battute d’arresto degna di nota da sei mesi !

Il fatto più interessante è la partecipazione incondizionata dei titoli, azionari ed obbligazionari,  Italiani  al rally infinito.

Nonostante il nostro paese vanti un debito pubblico al 130% del PIL, prospettive di crescita nulle e situazione politica precaria riesce a pagare interessi storicamente bassi sul debito di nuova emissione e vede il listino azionario in crescita del 50% dai minimi del 2012; in sostanza i mercati che qualche mese fa ci davano per falliti si sono ampiamente ricreduti e,  incuranti del peggioramento di  bilancio, concedono credito illimitato; indubbimente una sterzata poderosa …….

Il problema che ora si para di fronte ai professionisti che hanno gonfiato a dismisura i mercati con il denaro regalato dalle banche centrali è come confezionare il pacco e passarlo alla gente comune, quella che i risparmi di una vita li mette in gioco davvero. Usualmente coinvolgono nel gioco i media, che controllano, magnificando l’inarrestabile attrattività delle azioni, e gli “analisti finanziari” che sentenziano come le azioni siano sottovalutate anche se sono ai massimi storici.

Questa volta però sono in difficoltà, l’uomo della strada è frastornato dalle tasse e confuso da messaggi che parlano di disoccupazione, recessione, debiti pubblici insostenibili;  non riuscendo a riconciliare la vita reale con il paradiso finanziario tiene fermo il suo denaro, con quali espedienti lo coinvolgeranno ??

I mercati azionari nel 2013.

Da qualche settimana i giudizio di analisti e gestori sono convergenti, il 2013 sarà l’anno delle azioni, lo scrivono nei loro articoli e nelle comunicazioni ai clienti; quando il consenso è unanime normalmente è il momento di fare il contrario …. ma vediamo i fatti.

Molti listini azionari (USA, Germania, etc) sono sui valori massimi storici e molti altri hanno guadagnato negli ultimi due anni anche il 50%, le obbligazioni di gran parte dei paesi sviluppati hanno rendimenti ridicoli (che non coprono l’inflazione) grazie alla liquidità garantita dalle banche centrali.I “paesi emergenti” mostrano una tenuta dei tassi di crescita, mentre USA e Giappone vanno a passo di lumaca e l’Europa a quello del gambero.

Come vediamo i numeri dell’economia reale tratteggiano uno scenario molto diverso da quello borsistico, il rialzo azionario si giustifica solo con la mancanza di alternative, i tassi obbligazionari sono così bassi che i gestori devono rischiare per ottenere rendimenti che giustificano la parcella ed allora avanti con le azioni o con le obbligazioni a basso rating, ed il rialzo continua !

Sembrerà assurdo ma anche l’Italia, nonostante l’evidente disastro economico e sociale, ha partecipato alla festa. I titoli di stato Italiani hanno registrato nel 2012 rendimenti in doppia cifra ed il listino azionario rialzi del 50% da minimi.

Tutti questi elementi ci portano a pensare che molti mercati hanno fortemente anticipato le prospettive di crescita economica e di miglioramento della fiducia e dovranno pagarne lo scotto, le uniche aree che rappresentano realmente un’opportunità sono i paesi asiatici che conteranno ancora per molto sulla crescita demografica e l’Europa. Se i leader Europei sapranno rinnovare le istuzioni politiche ed economiche l’area uscirà enormemente rafforzata dalla crisi e potrà tornare ad essere un centro di increedibile sviluppo economico e finanziario.

La borsa Italiana nel giorno delle elezioni

La settimana si è chiusa positivamente per le Borse europee che hanno recuperato tutte terreno dopo la flessione delle due sessioni precedenti. Il Ftse100 è salito dello 0,7%, mentre il Dax30 si è apprezzato dell‘1,03%, ma ad indossare la maglia rosa è stato il Cac40 che ha messo a segno un progresso del 2,25%.
Bene anche Piazza Affari che dopo il crollo di giovedì scorso, ha visto il Ftse Mib terminare gli scambi a 16.233 punti, con un vantaggio dell‘1,4%, dopo aver toccato un massimo a 16.312 e un minimo a 16.054 punti. Malgrado il recupero registrato in chiusura di ottava, la settimana è stata archiviata con un bilancio negativo, visto che l’indice delle blue chips ha ceduto poco più dell’1% nelle ultime cinque sedute.

L’evoluzione delle prossime giornate dipenderà principalmente dall’esito delle elezioni politiche in agenda domenica e lunedì. Se dalle urne verrà fuori una maggioranza stabile allora il mercato azionario potrà recuperare terreno dopo le perdite subite di recenti e lo spread BTP-Bund tornerà con buona probabilità a restringersi. In caso di instabilità politica le vendite dovrebbero avere la meglio a Piazza Affari, con contestuale allargamento del differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco.
Dal punto di vista tecnico, il rimbalzo partito dall’area dei 16.000 punti rappresenta ancora ben poca cosa per poter mettere il mercato al riparo di nuove vendite. La mancata riconquista di area 16.400/16.500 favorirà infatti interventi ribassisti per un nuovo test di area 16.000. Il cedimento di questa soglia di prezzo aprirà le porte a ripiegamenti più marcati verso i 15.800 e i 15.500, in corrispondenza dei quali si dovrebbe assistere ad una ripresa degli acquisti.

Se il Ftse Mib riuscirà a difendere l’area dei 16.000 punti, allora potrà proseguire il rimbalzo partito in chiusura di settimana, con primo obiettivo i 16.400/16.500. Il superamento di questo livello aprirà le porte ad ulteriori allunghi verso i 16.800 punti, rotti i quali ci sarà spazio per un test di area 17.000. Positiva sarà l’eventuale riconquista di questa soglia che spingerà il Ftse Mib verso i 17.200/17.300 prima e in seguito in direzione dei 17.500, ultimo ostacolo da abbattere prima di un ritorno sui massimi dell’anno in area 18.000.

Per la prima seduta della prossima settimana non è in programma alcun aggiornamento macro in America e non si segnalano eventi degni di nota.

Anche in Europa non troviamo in agenda dati macro, ma si guarderà alla Germania in vista dell’emissione di titoli di Stato con scadenza a 12 mesi per un ammontare massimo di 3 miliardi di euro.

A Piazza Affari l’attenzione sarà catalizzata dalle elezioni politiche e la giornata potrebbe essere dominata dall’esito dell’esito e condizionata anche dagli exit poll e dai risultati che inizieranno ad essere diffusi a partire dal pomeriggio.
Da seguire l’asta dei titoli di Stato visto che saranno offerti CTZ con scadenza a 2 anni per un ammontare compreso tra 2 e 3 miliardi di euro e BTP indicizzati all’inflazione con scadenza nel 2021 e nel 2026, per un ammontare racchiuso tra 500 milioni e 1,25 miliardi di euro.

Nuovi strumenti per il trading

Il trader è costantemente alla ricerca di strumenti efficienti per attuare le strategie di mercato che ha in mente, oggi parliamo di alcuni strumenti che consentono  di prendere posizione sull’indice borsistico Italiano dei titoli a maggiore capitalizzazione,  FTSE MIB (ma la stessa operatività è consentita sul DAX, EUROSTOX, etc) .

Escludendo l’uso dei derivati e dei cfd, che richiedono l’utilizzo di conti dedicati, da anni ci si può posizionare long/short sull’indice, anche con leva, acquistando un ETF. Recentemente poi sono stati introdotti dei certificate emessi da Societe Generale che arrivano ad una leva 5x.

Gli ETF sono dei fondi che replicano, in modo passivo, l’andamento di un paniere/indice di titoli applicando costi contenuti (la media delle commissioni EFT azionari è 0,3-0,5% contro 1,5-2% dei fondi comini “normali”), nel tempo sono stati sviluppati ETF che replicano in modo inversamente proporzionale l’andamento del sottostante (short) o lo amplificano (leveraged).

Sul indice FTSE MIB ad esempio sono disponibili il:

Lyxor ETF FTSE MIB DAILY LEVERAGED o il   Lyxor ETF FTSE MIB DAILY DOUBLE SHORT (XBear) che replicano l’indice rispettivamente con leva 2x e -2x.

Naturalmente il servizio costa e gli ETF scontano almeno due categorie di costi: la commissione di gestione e lo spread tra bid e ask trattenuto dal market maker, inoltre la loro fiscalità è macchinosa e pesante per le operazioni multiday. Semplificando possiamo dire che un ETF detenuto in portafoglio per più di un giorno è soggetto a due prelievi fiscali, uno sulla eventuale plusvalenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita ed uno sulla differenza tra NAV del giorno di acquisto e NAV del giorno di vendita.

Il NAV è il valore della quota del fondo calcolata a fine giornata e quasi sempre differisce dal prezzo di acquisto che varia continuamente sul mercato.

Non è raro il caso in cui si paga un “delta NAV” pur avendo venduto con minuisvalenza, inoltre la plusvalenza da NAV non è compensabile con eventuali minus pregresse (si paga in contanti !!)

In sintesi sono strumenti interessanti per operazioni veloci in giornata ma è meglio non detenerli per lunghi periodi, il fisco, le commissioni ed i disallinamenti dovuti al mancato ribilanciamento che rende la replica non perfetta sul lungo periodo possono mangiarsi buona parte dell’investimento.

I certificates conleva 5x/-5x alzano la posta in gioco (con una variazione dell’indice dell’1% il certificate si muove del 5% !!) e non hanno il difetto fiscale degli ETF (si paga la plusvalenza o si accumula un minusvalenza solo sulla differenza di prezzo).

Anche i certificates scontano dei costi di gestione, che non sono trasparenti in quanto inclusi nei prezzi di mercato, e dei costi di spread; il loro prezzo è influenzato anche dalla volatilità del mercato sottostante e dal tempo che manca alla loro scadenza (perchè a differenza degli ETF i certificates scadono).

Per gl’interessati maggiori info possono essere trovate qui.

BUON TRADING

L’analisi tecnica serve davvero?

Formazione Finanziaria Indipendente » L’analisi tecnica serve davvero?.

BancoPosta ed il trading online

L’offerta di servizi finanziari BancoPosta non si è mai distinta per innovazione o specializzazione dato che punta gran parte delle sue carte sull’economicità dei prodotti, calibrati su un’utenza attenta ai costi e che non richiede prodotti e servizi sofisticati.

Naturalmente, avendo a disposizione la forza di 14.000 sportelli ed un marchio universalmente conosciuto, vendere solo conti, risparmio postale ed obbligazioni di terzi è limitativo quindi le Poste hanno via via proposto altri prodotti, prettamente bancari.

Dal 2011 viene proposto anche il trading online per negoziare  azioni, obbligazioni, etc direttamente dal proprio computer; gli strumenti negoziabili sono quelli base (scordatevi i derivati, il prestito titoli o la leva) ed il servizio è comparabile a quello che offrono grandi banche nazionali.

Come sempre il vantaggio è nel prezzo: le commissioni sono pari allo 0,18% del controvalore dell’ordine con un minimo di 3 eur ed un massimo di 18 eur, senza spese fisse aggiuntive. Se poi il numero di ordini eseguiti nell’anno cresce si viene premiati con sconti commissionali.

Per incentivare l’uso del trading ora Bancoposta lancia una promozione valida dall’1/2/2012 al 31/07/2012:

  • con 3 ordini eseguiti nei semestri non si paga il costo del deposito titoli;
  • se il numero di ordini è consistente si vincono dei premi, ad esempio con 80 ordini nel periodo si ha diritto ad un tablet Samsung (qui il link alla pagina della promo).
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