Rendimax abbassa ancora i tassi

Con quella di oggi è la sesta volta che Rendimax ritocca, al ribasso, i tassi offerti alla clientela nel 2014. Il livello è ormai ridicolo ed allineato a quello dei titoli di stato.

Il tasso sul deposito libero è dello 0,75% lordo sale all’1,05% per la formula like, che prevede svincolo con preavviso di un mese, 1,25% per vincolo annuale ed 1,5% per quello biennale.

Considerando che Rendimax è il prodotto di una piccola banca locale e non è possibile svincolare anticipatamente il denaro bloccato la convenienza di tenere li il denaro diventa dubbia.

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L’azionario sorprenderà ancora. Parola di Goldman Sachs !

La banca americana non ha dubbi sulle strategie da adottare non solo nei prossimi tre mesi ma anche in un orizzonte temporale più ampio. Sottopesare l’obbligazionario e spazio in portafoglio alle azioni, pur con dei distinguo tra le varie aree geografiche.

Gli analisti di Goldman Sachs che, in ossequio alla loro view positiva sull’intero anno per l’azionario, guardano con accresciuto ottimismo ai prossimi tre mesi.
La banca americana ha infatti migliorato nel complesso il suo giudizio sull’equity a tre mesi, da “neutral” a “overweight”, con l’unica eccezione per il Giappone. Il giudizio sulla Borsa nipponica infatti è stato ridotto da “neutral” ad “underweight”, complice il forte rialzo messo a segno dal Nikkei 225 negli ultimi mesi e alla luce delle attuali turbolenze macroeconomiche che stanno interessando il Paese. La bocciatura del mercato nipponico stride e non poco con la raccomandazione riservata all’Asia, visto che il rating sull’azionario di questa regione è stato alzato ad “overweight”.
Sulle Borse del Vecchio Continente il giudizio a tre mesi resta improntato alla positività con una raccomandazione “overweight”. L’azionario europeo è quindi da sovrappesare malgrado i problemi dell’area, visto che Goldman Sachs segnala che gli interventi della BCE riflettono uno scenario di crescita e inflazione debole. Questo rappresenta un freno per l’azionario, ma gli analisti credono che gran parte di queste limitazioni sia già riflessa nei prezzi di mercato e nei mesi a venire si vedranno gli effetti positivi degli interventi della Banca Centrale europea.
Più cauta la view sull’America che tuttavia nei tre mesi si guadagna una promozione da “underweight” a “neutral” per tenere conto della robusta crescita registrata dagli Stati Uniti, come evidenziato dagli ultimi dati sul PIL e da quelli relativi all’andamento del mercato del lavoro.

Borsa di Milano, un’anomalia ?

Partendo dai dati si nota come da giugno il listino principale di Milano abbia guadagnato il 20% ed oltre la metà del progresso è arrivato nell’ultimo turbolento mese, andando a coincidere con la crisi di governo in Italia e le paure da debito che hanno trascinato al ribasso wall street.
Gli “esperti” attribuiscono la performance Italiana ad una apertura di credito da parte dei money manager mondiali verso il nostro paese in nome di non ben chiare prospettive future.
I numeri della realtà economica fanno pensare ad una azzardata fuga in avanti dei mercati in cerca di opportunità sulla martoriata borsa italiana, al primo intoppo locale o internazionale il flusso può interrompersi con conseguenze catastrofiche. Ma, al contempo, l’euforia potrebbe avvicinare alla borsa gl’ investitori privati che finora latitano generando un importante impulso rialzista.

Promozione commissioni trading

La piattaforma Olandese BINCK (www.binck.it), specializzata nel trading su azioni e derivati, ha aperto una sede in Italia nel 2012, per attrarre clienti propone spesso delle promozioni per i nuovi clienti.

Per il mese di ottobre 2013 offre, a chi apre un nuovo conto trading, uno sconto sulle commissioni fino a 500 eur, da utilizzare entro fine anno che sono equivalenti a circa 50 operazioni di acquisto/vendita che sarebbero eseguite gratuitamente.

BINCK è una piattaforma pensata per trader con operatività da media ad alta, offre molti servizi e consente di operare sui principali mercati e strumenti finanziari.

Rendimenti dei buoni postale settembre-ottobre 2013

Dopo una lunga pausa estiva la Cassa Depositi e Prestiti, emittente dei buoni fruttiferi venduti alle Poste, ha rinnovato le serie di buoni acquistabili.

Dato il rialzo dei rendimenti visto nelle ultime aste dei titoli di stato ci si aspettava un incremento dei, miseri, rendimenti offerti: in realtà non è cambiato praticamente nulla.

I rendimenti offerti rimangono gli stessi già in vigore, l’unica modifica riguarda la serie “risparmi nuovi”, dedicata a chi porta nuova liquidità,  che riporta un leggero incremento arrivando ad un tasso netto annuo del 2,14% dopo tre anni di vincolo.

Qui trovate il file ufficiale CDP (rendimenti-buoni-fruttiferisett-ott) con tutte le serie di buoni emesse, di seguito trovate qualche esempio:

  • BPF 18 mesi tasso dello 0,66% netto al 18 mese
  • BFP 7 anni tasso del 2,43% annuo, vincolo 7 anni (con rimborsi parziali del capitale ogni anno)

Queste serie di BFP saranno disponibili almeno sino alla metà di ottobre.

I titoli obbligazionari sono da vendere ?

Da qualche mese è iniziata una lenta risalita dei rendimenti obbligazionari che, dal 2012, stazionavano sui minimi storici grazie alle “manovre eccezionali” di politica monetaria che molte banche centrali hanno messo in campo per rispondere alla crisi.

Ora la sola ipotesi che la FED Americana possa  iniziare a ritirare l’immensa liquidità immessa ha scatenato il panico tra i grandi operatori delle borse e dei cambi che, grazie alla liquidità, hanno realizzato enormi profitti; da maggio hanno iniziato a vendere massicciamente obbligazioni in tutto il mondo facendone cadere i prezzi e salire i rendimenti.

Finora i più colpiti sono stati gli emittenti a bassa valutazione ma anche  USA e Germania hanno visto salire i rendimenti del decennale rispettivamente al 2,9% ed al 2% (livelli ancora  bassi ma superiori del 50% a quelli del 2012 !), in Italia il decennale è passato dal 3,9% al 4,4% (nonostante l’enfasi mediatica sull spread che è sceso ….)

In assenza di nuovi smottamenti finanziari, il movimento globale  ascendente dei tassi è destinato a continuare e si intensificherà se molti paesi inizieranno ad uscire dalla crisi. Chi ha in portafoglio fondi o titoli obbligazionari ne ha già visto scendere il prezzo e si chiede se è il caso di vendere o meno.

Nel caso di detenzione diretta di obbligazioni il problema non è pressante in quanto il valore di mercato dei titoli è sceso ma, se l’orizzonte temporale dell’investitore consente di arrivare a scadenza, egli riceverà comunque l’intero capitale ed avrà incassato le cedole che, eventualmente, potrà investire in titoli con rendimento maggiore.

Nel caso di fondi obbligazionari la situazione è più complessa: i fondi riflettono costantemente il prezzo di mercato dei titoli nei quali hanno investito ed è quindi possibile una fase di debolezza del valore quota, ma anche in questo caso su tutto deve prodominare il ragionamento sulla propensione al rischio e l’orizzonte temporale dell’investitore: una volta venduto il fondo dove si pensa di investire ? Si terrà parcheggiato il denaro lasciandolo erodere dall’inflazione ? Si è disposti a rischiare l’azionario ?

In economia e finanza per i comuni mortali non ci sono soluzioni facili o “free lunch” ma, informandosi e ragionando con la propria testa, si puo’ almeno evitare di arrecare grandi danni al portafoglio.

La formazione del governo darà slancio alla borsa Italiana ?

Da lunedì anche l’Italia avrà un governo “di larghe intese”,  nel pieno delle sue funzioni, con numeri parlamentari che consentono di approvare qualsiasi provvedimento ed un orientamento programmatico favorevole all’Europa ed all’euro.

Per la sua natura il governo nasce senza consenso sociale, i partiti che lo sostengono si sono presentati alle elezioni come alternativi e, nonostante i numeri, non avrà vita facile, ma potrebbe aprire un periodo interessante per chi investe nei mercati Italiani allontanando, almeno temporaneamente, il dubbio sull’uscita dall’euro o su un allentamento dei provvedimenti per il risanamento.

Nonistante il rendimento dei titoli di stato e dei depositi bancari sia già sceso molto per effetto delle manovre BCE, la sola esistenza di un governo “stabile” può migliorare il clima e propiziare nuove riduzioni dei rendimenti, con conseguente rivalutazione del prezzo dei titoli, sia per BOT/BTP che per le obbligazioni emesse da società private. Unica nota negativa potrebbe essere la drastica riduzione dei tassi riconosciuti sui conti deposito, strumento diffussisimo tra i risparmiatori.

Ma il maggior beneficiario delle mutate prospettive politiche e dei rendimenti al ribasso sull’obbligazionario potrebbero essere i titoli azionari:  il listino Italiano è crescito nel 2012 ma l’incertezza politica ed i negativi dati economici hanno relegato la sua performance agli ultimi posti in Europa, gli investitori a caccia di rendimenti che coprano almeno l’inflazione potrebbero riscoprilo.

Dopo vari anni nei quali i mesi estivi hanno tenuto in ansia gli investitori Italiani la prossima estate potrebbe rappresentare un periodo tranquillo e denso di soddisfazioni finanziarie , in attesa che l’autunno e la cruda realtà dei numeri faccia deflagrare le contraddizioni insite nella compagine di governo ….

I mercati azionari nel 2013.

Da qualche settimana i giudizio di analisti e gestori sono convergenti, il 2013 sarà l’anno delle azioni, lo scrivono nei loro articoli e nelle comunicazioni ai clienti; quando il consenso è unanime normalmente è il momento di fare il contrario …. ma vediamo i fatti.

Molti listini azionari (USA, Germania, etc) sono sui valori massimi storici e molti altri hanno guadagnato negli ultimi due anni anche il 50%, le obbligazioni di gran parte dei paesi sviluppati hanno rendimenti ridicoli (che non coprono l’inflazione) grazie alla liquidità garantita dalle banche centrali.I “paesi emergenti” mostrano una tenuta dei tassi di crescita, mentre USA e Giappone vanno a passo di lumaca e l’Europa a quello del gambero.

Come vediamo i numeri dell’economia reale tratteggiano uno scenario molto diverso da quello borsistico, il rialzo azionario si giustifica solo con la mancanza di alternative, i tassi obbligazionari sono così bassi che i gestori devono rischiare per ottenere rendimenti che giustificano la parcella ed allora avanti con le azioni o con le obbligazioni a basso rating, ed il rialzo continua !

Sembrerà assurdo ma anche l’Italia, nonostante l’evidente disastro economico e sociale, ha partecipato alla festa. I titoli di stato Italiani hanno registrato nel 2012 rendimenti in doppia cifra ed il listino azionario rialzi del 50% da minimi.

Tutti questi elementi ci portano a pensare che molti mercati hanno fortemente anticipato le prospettive di crescita economica e di miglioramento della fiducia e dovranno pagarne lo scotto, le uniche aree che rappresentano realmente un’opportunità sono i paesi asiatici che conteranno ancora per molto sulla crescita demografica e l’Europa. Se i leader Europei sapranno rinnovare le istuzioni politiche ed economiche l’area uscirà enormemente rafforzata dalla crisi e potrà tornare ad essere un centro di increedibile sviluppo economico e finanziario.

FIAT emissione nuove obbligazioni

Fiat, attraverso la sua controllata Fiat Finance and Trade, ha lanciato  un’emissione obbligazionaria riservata in euro, si tratta di un’emissione a 5 anni per la quale viene indicato un rendimento intorno a 7%.

Il bond ha regolamento 15 marzo prossimo e scadenza 15 marzo 2018.

La borsa Italiana nel giorno delle elezioni

La settimana si è chiusa positivamente per le Borse europee che hanno recuperato tutte terreno dopo la flessione delle due sessioni precedenti. Il Ftse100 è salito dello 0,7%, mentre il Dax30 si è apprezzato dell‘1,03%, ma ad indossare la maglia rosa è stato il Cac40 che ha messo a segno un progresso del 2,25%.
Bene anche Piazza Affari che dopo il crollo di giovedì scorso, ha visto il Ftse Mib terminare gli scambi a 16.233 punti, con un vantaggio dell‘1,4%, dopo aver toccato un massimo a 16.312 e un minimo a 16.054 punti. Malgrado il recupero registrato in chiusura di ottava, la settimana è stata archiviata con un bilancio negativo, visto che l’indice delle blue chips ha ceduto poco più dell’1% nelle ultime cinque sedute.

L’evoluzione delle prossime giornate dipenderà principalmente dall’esito delle elezioni politiche in agenda domenica e lunedì. Se dalle urne verrà fuori una maggioranza stabile allora il mercato azionario potrà recuperare terreno dopo le perdite subite di recenti e lo spread BTP-Bund tornerà con buona probabilità a restringersi. In caso di instabilità politica le vendite dovrebbero avere la meglio a Piazza Affari, con contestuale allargamento del differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco.
Dal punto di vista tecnico, il rimbalzo partito dall’area dei 16.000 punti rappresenta ancora ben poca cosa per poter mettere il mercato al riparo di nuove vendite. La mancata riconquista di area 16.400/16.500 favorirà infatti interventi ribassisti per un nuovo test di area 16.000. Il cedimento di questa soglia di prezzo aprirà le porte a ripiegamenti più marcati verso i 15.800 e i 15.500, in corrispondenza dei quali si dovrebbe assistere ad una ripresa degli acquisti.

Se il Ftse Mib riuscirà a difendere l’area dei 16.000 punti, allora potrà proseguire il rimbalzo partito in chiusura di settimana, con primo obiettivo i 16.400/16.500. Il superamento di questo livello aprirà le porte ad ulteriori allunghi verso i 16.800 punti, rotti i quali ci sarà spazio per un test di area 17.000. Positiva sarà l’eventuale riconquista di questa soglia che spingerà il Ftse Mib verso i 17.200/17.300 prima e in seguito in direzione dei 17.500, ultimo ostacolo da abbattere prima di un ritorno sui massimi dell’anno in area 18.000.

Per la prima seduta della prossima settimana non è in programma alcun aggiornamento macro in America e non si segnalano eventi degni di nota.

Anche in Europa non troviamo in agenda dati macro, ma si guarderà alla Germania in vista dell’emissione di titoli di Stato con scadenza a 12 mesi per un ammontare massimo di 3 miliardi di euro.

A Piazza Affari l’attenzione sarà catalizzata dalle elezioni politiche e la giornata potrebbe essere dominata dall’esito dell’esito e condizionata anche dagli exit poll e dai risultati che inizieranno ad essere diffusi a partire dal pomeriggio.
Da seguire l’asta dei titoli di Stato visto che saranno offerti CTZ con scadenza a 2 anni per un ammontare compreso tra 2 e 3 miliardi di euro e BTP indicizzati all’inflazione con scadenza nel 2021 e nel 2026, per un ammontare racchiuso tra 500 milioni e 1,25 miliardi di euro.

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